13 marzo 1832, terremoto a Reggio: quel voto alla Madonna della Ghiara

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Dopo uno scuotimento«mai così forte», non si registrarono vittime

Il sisma a Reggio
L’11 marzo del 1832 alle ore 7.45 del mattino fu avvertito uno scuotimento di terra, che si rinnovò alle 9 circa. Alle 3.10 del giorno 13 seguente altra breve ma forte scossa. Alle 4.25 lo scuotimento stampa-Madonna-di-Reggio-1fu così forte che, a memoria d’uomo, non si ricordava nulla di uguale. Durò con intensità undici minuti secondi con urto di sussulto misto a ondulamento vorticoso: un orribile rombo sotterraneo, preceduto da lampo sanguigno, accompagnò l’orrendo fenomeno. Lo spavento fu indescrivibile, i danni agli edifici immensi. La popolazione prese alloggio nelle piazze, sulle mura e all’aperta campagna. Molte case si dovettero demolire, alcune torri abbassare di parecchi metri. Lo spaventoso cataclisma fu seguito poco dopo da altra piccola scossa.
Caddero centinaia di camini, pavimenti sprofondarono e pareti si apersero. Parecchie case crollarono nel quartiere di Santa Croce, la torre del Bordello e quella sulla facciata del Duomo dovettero essere mozzate perché pericolanti: la torre del Duomo o Tiburio fu abbassata di diciotto braccia per essere messa in sicurezza; la chiesa di San Giorgio fu lesionata gravemente; a Sant’Agostino cadde la volta dell’ingresso; le caserme di San Francesco, San Domenico e San Marco furono rese inagibili. Furono contati 410 puntelli a case pericolanti. Nel Tempio della Ghiara fenditure gravi apparvero nel soffitto in corrispondenza dell’affresco di Luca Ferrari che rappresenta ‘La cacciata dei progenitori dal Paradiso Terrestre’. Furono gravemente danneggiati gli stucchi delle volte.

Leggi tutto l’articolo di Daniele Rivolti su La Libertà del 10 settembre

 

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