“Il terremoto fa paura, ma abbiamo gestito bene l’emergenza”

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«Alla fine siamo diventati come una grande famiglia, tutti gli abitanti del Comune di Montegallo volevano condividere con noi quel poco che avevano. Qualche lacrima è scesa ma sono soddisfatto di come l’emergenza è stata gestita».

Andrea Corradi, trentacinque anni, volontario della Croce Verde Castelnovo Monti-Vetto, dal 2010 presta servizio come soccorritore. Dopo aver fatto assistenza al terremoto in Emilia del 2012 non ci ha pensato due volte e, nella notte di venerdì 26 agosto attraverso l’attivazione della Sala Regionale di Ampas Emila Romagna, è partito alla volta di Monte Gallo in provincia di Ascoli Piceno per prestare aiuto agli abitanti delle piccole ma numerose frazioni.

«La conformazione del territorio ha reso difficile i primi soccorsi, non potevamo pensare di allestire il Pma (Posto medico avanzato di primo soccorso) nei campi. Qui non ci sono, sono zone di montagna, è tutto costruito nella roccia», afferma il volontario».

Andrea in quanti siete partiti dalla nostra montagna?

«In due, io e Savino Zini. Avevo dato la mia disponibilità e nella notte di venerdì il presidente Fiorentini mi ha chiamato. Siamo partiti all’una di notte da Castelnovo né Monti e ci siamo fermati a Castelnovo Sotto per caricare altri due ragazzi. Alle nove del mattino di sabato 27 agosto siamo arrivati a Montegallo, paese di 800 abitanti tra Norcia e Matrice».

Cosa avete fatto appena arrivati?

«L’emergenza è stata gestita al meglio. Io Savino ci siamo in un primo momento occupati della logistica. In queste situazioni c’è bisogno di tutto: montare le tende, preparare i pasti, predisporre gli impianti elettrici».

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E dal punto di vista sanitario come eravate organizzati?

«Ripeto, si è lavorato in perfetta équipe. Il campo, dove abbiamo prestato soccorso, era gestito interamente da volontari dell’Emilia Romagna e dalla Protezione Civile e abbiamo cercato di organizzarci al meglio. Gli abitanti di Montegallo avevano più bisogno si sostegno psicologico che fisico. Alcuni crolli ci sono stati ma per fortuna tutti gli abitanti sono rimasti illesi».

Come avete cercato di aiutare i paesani?

«In tutti i modi possibili: io e un’infermiera di Ravenna abbiamo insegnato ai bambini del paese le manovre di primo soccorso cercando di farli divertire. Sono momenti drammatici e i più piccolo sono coloro che hanno bisogno maggiore conforto. Cercavo di essere forte ai loro occhi ma ammetto che qualche lacrimuccia è scesa».

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Fino a quanto siete rimasti?

«Una settimana, il sabato successivo sono arrivati altri due volontari della nostra montagna: Emilio Costetti e Angelo Covili».

Cosa ti rimarrà di questa esperienza?

«Ho cercato di fare del mio meglio. Ho incontrato persone fantastiche, gente che ha perso tutto ma che voleva condividere con te quel poco che possedeva. La reazione alla paura c’è stata, merito anche di tutti noi volontari».

Pubblicato in Articoli, Associazioni