Rolando torna a Marola, nel suo Seminario

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Rolando torna al suo Seminario. Domenica 4 settembre la maglia, che il giovane indossava quando venne ucciso in odio alla fede e che fu bagnata dal sangue versato per Gesù, sarà collocata in via definitiva, dopo essere stata esposta nelle cattedrali di Reggio Emilia e Ferrara, nella chiesa di Santa Maria a Marola. L’appuntamento, per accogliere la preziosa reliquia, è alle ore 11, quando il nostro vescovo monsignor Massimo Camisasca, celebrerà la santa Messa.
La maglia del martirio troverà posto nella navata laterale di destra, a fianco del tabernacolo, dove è Cristo, per amore del quale il seminarista non esitò a dare la vita terrena, riavendola gloriosa in cielo. Sulla stessa parete di pietra, sopra alla reliquia, verrà collocato un trittico in legno dorato con al centro le immagini della Vergine Maria e del Bambino Gesù che, in gesto di tenero affetto, accosta il proprio volto a quello della Madre. A fianco due angeli in preghiera. È il piccolo “altare” che si trovava nella camerata Immacolata Concezione, di cui faceva parte anche il seminarista martire.

Quando il 13 aprile 1945 i partigiani comunisti che lo avevano sequestrato decisero di uccidere Rolando, lo spogliarono a forza della veste talare da seminarista, che il ragazzo tanto amava come Rolando-4-settembre-2016-2segno della sua appartenenza al Signore e alla sua Chiesa. Sotto la veste talare Rolando indossava, insieme ai pantaloncini corti come usavano allora, la maglia che gli aveva fatto a mano la mamma Albertina, filando e lavorando la lana del manto delle pecore tosate dal marito Roberto. Così vestito, il ragazzo fu trascinato in un bosco vicino al casolare dove era stato tenuto prigioniero, “come un agnello condotto al macello” (Is 53,7).

Quando Rolando capì che i suoi persecutori non avrebbero avuto pietà, chiese di poter pregare per i suoi genitori, le persone che più avrebbero provato dolore a causa della sua morte. Mentre, in ginocchio, pregava, il commissario politico, gli sparò due colpi di pistola: uno alla tempia e uno al cuore. La maglia di lana fu bagnata dal sangue versato per Gesù, il sangue stesso di Cristo che, attraverso i martiri, continua a essere versato nella storia.
La maglia del martirio, indossata da Rolando il 13 aprile 1945, è stata ritrovata durante la ricognizione canonica del corpo del Beato svoltasi a San Valentino all’inizio del mese di maggio 2014. A cura del Comitato Amici di Rolando Rivi la preziosa reliquia è stata ripulita e ricomposta, sotto un vetro, all’interno di una cornice dorata, per essere offerta alla venerazione dei fedeli.
Davanti al trittico con l’immagine della Vergine Maria, che sarà posto sopra la maglia del martirio, Rolando spesso pregava.
“La camerata Immacolata Concezione in cui si trovava la piccola opera d’arte era il luogo in cui i ragazzi studiavano al pomeriggio e ogni attività che si svolgeva in Seminario, compreso lo studio, aveva inizio e si concludeva con la preghiera”, spiega don Umberto Iotti, rettore del Centro di spiritualità diocesano, che ha sede nei locali dell’abbazia benedettina a fianco della chiesa di Santa Maria a Marola.
“A realizzare il trittico – continua don Umberto Iotti – furono gli stessi seminaristi nei primi anni del secolo scorso. In quel periodo, infatti, i ragazzi avevano appreso anche l’arte di intagliare e dorare il legno per realizzare piccoli altari, da arricchire con sculture o dipinti, per ornare le camerate”.

Il-Vescovo-Massimo-parla-ai-fedeli-davanti-alla-maglia-del-martirio-in-occasione-della-prima-esposizione-nella-Cattedrale-di-Reggio-Emilia-l’11-ottobre-2015

Il-Vescovo-Massimo-parla-ai-fedeli-davanti-alla-maglia-del-martirio-in-occasione-della-prima-esposizione-nella-Cattedrale-di-Reggio-Emilia-l’11-ottobre-2015

La collocazione della maglia del martirio e del trittico sulla parete della navata laterale destra, a fianco del tabernacolo, la più visibile per chi entra nella chiesa di Santa Maria, è stata suggerita da don Umberto, con l’approvazione del vescovo Massimo e del Comitato Amici di Rolando Rivi.
La consulenza tecnica è venuta dall’architetto Emilia Lampanti, che ha curato, tra il 2008 e il 2012, gli importanti lavori di restauro dell’abbazia benedettina dove per 150 anni, a partire dal 1824, aveva avuto sede il seminario di Marola, formando oltre 5.000 studenti. Tra questi, un ragazzino gracile e svelto, che aveva sempre il sorriso sulle labbra: Rolando, primo seminarista di un Seminario minore diocesano a essere proclamato martire e beato nella storia della Chiesa italiana.
Un fiore unico che ha partecipato in modo fisico alla croce di Cristo, immedesimandosi nella sua passione.
Per questo la maglia bagnata dal sangue del martirio è segno dell’amore di Dio al suo popolo e fonte particolare della sua grazia.

Emilio Bonicelli

Da La Libertà del 30 luglio 2016

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