Pomodoro: iniziata la campagna locale di raccolta

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Si è aperta già da qualche giorno la campagna di raccolta del pomodoro da industria anche a Reggio Emilia.

La qualità della produzione – commenta la Coldiretti reggiana – è ottima e la quantità è discreta anche grazie alla professionalità degli imprenditori nel confrontare le avversità climatiche di fine maggio e giugno caratterizzate da un’alta percentuale di umidità che ha colpito alcune piante, principalmente le varietà precoci.
raccolta pomodoro«L’alta professionalità degli imprenditori e gli investimenti in mezzi agricoli tecnologicamente avanzati – commenta il direttore di Coldiretti Reggio Emilia Assuero Zampini – garantisce un’eccellente gestione del prodotto sia in fase di coltivazione che di raccolta. Questo è motivo di garanzia anche per i consumatori che possono contare sul un prodotto italiano di qualitativamente elevato soprattutto se confrontato con il concentrato di importazione cinese, aumentate del 680% nel 2015, pari a circa il 10% della produzione nazionale in pomodoro fresco equivalente».

A Reggio Emilia la resa si attesta in media sui 70 tonnellate/ettaro con un grado brix, cioè la misura della quantità di zuccheri presenti, che si aggira tra i 4,8 e i 5,2, quindi buono, addirittura con picchi di 5,3 – 5,4.

Se le condizioni meteo si preservano si stima un’ottima raccolta. L’unica nota dolente – commenta il direttore Zampini – è il prezzo riconosciuto di 85,2 €/ton. e ulteriormente sceso rispetto allo scorso anno quando era di 95.

«Aumento record delle importazioni, riduzioni dei prezzi pagati agli agricoltori e taglio delle superfici – continua Zampini – prefigurano uno scenario preoccupante per il prodotto simbolo della dieta mediterranea. Un prodotto che va reso trasparente con l’obbligo ad indicare in etichetta l’origine che attualmente vale, in Italia, solo per la passata di pomodoro ma non per il concentrato o per i sughi pronti».

Il pomodoro è il condimento maggiormente acquistato dagli italiani. Nel settore del pomodoro da industria – conclude Zampini – sono impegnati in Italia oltre 8mila imprenditori agricoli che coltivano su circa 72.000 ettari, 120 industrie di trasformazione in cui trovano lavoro ben 10mila persone, con un valore della produzione superiore ai 3,3 miliardi di euro. A Reggio Emilia la coltivazione di pomodoro da industria è scesa dagli oltre 400 ettari del 2012 a poco più di 130 ettari del 2015, riducendo in tre anni l’occupazione di 20 dipendenti fissi o 50 stagionali solo nella nostra provincia. In aree maggiormente vocate al pomodoro come Sicilia o Puglia sono a rischio migliaia di posti di lavoro.

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