Vezzano e l’oratorio di San Pellegrino

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L’oratorio di San Pellegrino e il suo dipinto dedicato al santo: una storia non scritta e che pochi conoscono, che si tramanda col passaparola di qualche vezzanese non più giovane. Sono stati alcuni vezzanesi fra i quali Luigi Bertolotti (memoria storica del paese) che hanno vissuto in prima persona la storia del dipinto e quella dell’oratorio dove è collocato, che hanno spinto il sottoscritto alla ricerca dei fatti reali.
Il prevosto don Moro Massimo Bedini, parroco a Vezzano dal 1915 al 1954, proveniva da Bagnolo in Piano e durante il suo apostolato un suo nipote, Walter, figlio di un fratello, trascorreva lunghi periodi presso lo zio, specialmente d’estate; la perpetua era la zia Cesira, sorella del prevosto.

Walter era un ottimo pittore (1898-1975; lo abbiamo scoperto in queste ricerche): fu allievo di Ferruccio Orlandini (1896-1983) insegnante alla scuola d’arte e va anche ricordato perché, per oltre dieci anni, portò il suo verbo artistico in terra d’Africa, in Libia, ai figli dei coloni italiani. Pieni di luce e colore i suoi paesaggi di quel periodo e il dipinto di san Pellegrino ne è una conferma. Walter nel 1926, durante uno dei suoi soggiorni vezzanesi, dipinse un bel ritratto dello zio (che all’epoca aveva 41 anni) e che ora è appeso nella sagrestia della cappella dell’asilo.

Leggi tutto l’articolo di Domenico Amidati su La Libertà del 6 agosto

oratorio-di-San-Pellegrino-con-il-castello-del-Più-Bello-in-alto-a-destra-come-nel-dipintow

 

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana