Nel «khatchkar» il tesoro del popolo dell’Armenia

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Incontro con monsignor Gazzotti di ritorno da Yerevan

Un gruppo di fedeli dell’unità pastorale Santi Crisanto e Daria (Cattedrale, San Prospero, Santa Teresa e Santo Stefano) – ventitré persone compresa la guida, l’inarrestabile monsignor Gianfranco Gazzotti – ha visitato la Repubblica di Armenia dal 12 al 20 luglio.
Tanti spostamenti in altura, superando anche i duemila metri di quota sotto lo sguardo del monte Ararat, tra monasteri medievali e rovine di una Chiesa antichissima, oggi piccolo gregge, nei dintorni di Dilijan e soprattutto di Yerevan, la capitale.
“Dappertutto – racconta don Gianfranco – abbiamo raccolto testimonianze di affetto e gratitudine per papa Francesco, poche settimane dopo il suo viaggio apostolico in Armenia”.
Già un anno fa Bergoglio, celebrando in San Pietro nella domenica della Divina Misericordia il centenario del “martirio” (Metz Yeghern) armeno e proclamando dottore della Chiesa san Gregorio di Narek, monaco, teologo e poeta del X secolo, aveva parlato del “primo genocidio del XX secolo”.

Nel suo discorso in piazza della Repubblica, a Yerevan, il 25 giugno scorso, rivolgendosi al Paese “che per primo abbracciò la fede cristiana”, il Pontefice aveva ribadito: “Non riesco a non pensare alle prove terribili che il vostro popolo ha sperimentato: un secolo è appena passato dal ‘Grande Male’ che si è abbattuto sopra di voi. Questo «immane e folle sterminio», questo tragico mistero di iniquità che il vostro popolo ha provato nella sua carne, rimane impresso nella memoria e brucia nel cuore”.
E nell’omelia della Messa presieduta a Gyumri, papa Francesco aveva citato il passo di Isaia 61, 4 “Riedificheranno le rovine antiche, restaureranno le città desolate” per riferirsi alle terribili devastazioni causate dal terremoto del 7 dicembre 1988 (oltre 25.000 vittime) e nel contempo per additare tre “basi stabili” – la memoria, la fede e l’amore misericordioso – “su cui possiamo edificare e riedificare la vita cristiana, senza stancarci”.

Leggi tutto l’articolo di Edoardo Tincani su La Libertà del 6 agosto

A---Monte-Ararat-e-Monastero-di-Khor-Virap

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura