Giovani: se la santità è qualcosa di familiare

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L’intervista al Vescovo rientrato da Cracovia dopo la XXXI Gmg e i passaggi salienti delle sue catechesi ai pellegrini della Chiesa reggiano-guastallese: «La sfida che ci attende è quella della continuità»

Durante la Gmg di Cracovia il vescovo Massimo ha tenuto due catechesi ufficiali, ai giovani della Liguria e a quelli di Vittorio Veneto e di Treviso. Quelli che proponiamo in questa pagina, nei due riquadri, sono i passaggi principali dei discorsi ai “reggiani” pronunciati ad Auschwitz (26 luglio) e nel giorno dedicato alla figure di santa Faustina Kowalska e san Giovanni Paolo II (27 luglio). Di seguito, l’intervista rilasciata da monsignor Camisasca a La Libertà appena rientrato dalla Polonia.
Stavolta non siamo in redazione, né in vescovado, ma in una gelateria del centro di Reggio.

Don Massimo, domanda scontata: cosa porta a casa dalla XXXI Gmg?
L’impressione positiva che ho tratto da questa Gmg nasce dal mio incontro con i giovani. Non solo per gli aspetti quantitativi, perché radunare più di un milione di giovani da tutto il mondo non è un evento secondario, ma soprattutto per gli aspetti qualitativi. Nei colloqui che ho avuto con i giovani durante le catechesi e prima e dopo di esse ho notato una grande serietà e una grande disponibilità. Serietà di fronte alla vita: c’erano giovani realmente desiderosi di trovare non solo delle parole, ma delle presenze che li aiutassero a vivere. E poi disponibilità: ho trovato dei giovani aperti, non ideologici, certo disorientati come disorientato è anche il mondo degli adulti oggi. Torno da questa Gmg confermandomi nella mia percezione di un momento estremamente promettente per il mondo giovanile. Un momento che realmente può essere fonte di speranza; certo, molto dipende da noi adulti.

Leggi tutta l’intervista di Edoardo Tincani al vescovo Massimo su La Libertà del 6 agosto

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