Diocesi in lutto per la morte di don Guglielmo Ferrarini

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Si è spento nella sua casa, all’una di notte di oggi (1° agosto), don Guglielmo Ferrarini, per oltre quarantacinque anni (dal 1955 al 2001) parroco di Ospizio in città. Aveva 96 anni e l’anno scorso aveva festeggiato il 70° anniversario di ordinazione presbiterale, ricevuta il 3 giugno 1945 in Cattedrale per le mani del vescovo Eduardo Brettoni.

Nato a Coltaro di Sissa (Parma) il 9 luglio 1920, trascorse l’infanzia nella parrocchia di Secchio di Villa Minozzo, manifestando fin da bambino il desiderio di studiare da prete, assecondato allorché il padre gli permise di entrare nel collegio di San Rocco retto dal servo di Dio don Dino Torreggiani.

Nel settembre 1933 iniziò i suoi dodici anni di preparazione al sacerdozio: 3 anni a San Rocco, 2 nel Seminario di Marola e 7  (tre di liceo, quattro di teologia) in quello di Albinea.

A plasmare il suo ministero di presbitero furono l’intima amicizia con il fondatore delle Case della Carità don Mario Prandi e, sul piano culturale, la frequentazione di don Giuseppe Dossetti senior, specialmente nel periodo in cui don Ferrarini si occupò della Gioventù maschile di Azione Cattolica, la Giac (come viceassistente diocesano dal 1947 al 1949, come assistente fino al 1955).

Il 29 luglio 1945, appena ordinato, don Guglielmo fu inviato come vicario cooperatore a Felina; vi rimase fino all’autunno del 1947, quando si trasferì presso don Torreggiani come viceassistente della Giac. Fu anche insegnante di religione alle scuole superiori.Don-Guglielmo-Ferrarini

Nel 1955 arrivò la nomina a parroco di San Francesco da Paola in Villa Ospizio, a Reggio Emilia, una realtà che conobbe per decenni una fortissima espansione demografica, insieme all’aumento della mobilità e della secolarizzazione. Nel quasi mezzo secolo di parrocato, don Ferrarini è stato anche amministratore parrocchiale di San Paquale Baylon (dal 1984 al 1988, quindi dal 1997 al 2001), una parrocchia stralciata dal territorio di Ospizio e in seguito estinta.

Numerose le opere da ricordare: la nuova casa parrocchiale (1973-75), la scuola materna “Elisa Lari” (inaugurata da Baroni nel 1986), la polisportiva (1991) e il circolo ricreativo, il restauro della chiesa parrocchiale e dell’organo a canne (1993-1995), la nascita della corale e l’avvio del Piccolo Teatro San Francesco da Paola sulle mura del dismesso “Cinema Verdi”.

Sacerdote misericordioso, dotato di una fede granitica e di una vastissima cultura, don Ferrarini è stato parroco a Ospizio fino al 2001, rimanendo come collaboratore pastorale fino al 2005.

Tra i cardini del suo servizio sacerdotale, il primato della preghiera sull’organizzazione, l’ascolto della Parola di Dio e la scelta preferenziale per le categorie socialmente più emarginate.

Festeggiando il 70° di Messa aveva scritto: “Sento il bisogno di ringraziare il Signore per avermi condotto fin qui, con mano forte e soave”.

La salma rimane esposta oggi (lunedì) nella chiesa parrocchiale di Ospizio (nel primo pomeriggio è prevista la visita del vescovo Massimo Camisasca), dove alle 18.30 viene recitato il Rosario e alle 21 si celebra la santa Messa.

La celebrazione esequiale, presieduta dal vescovo emerito Adriano Caprioli, si terrà martedì 2 agosto alle 9 nella chiesa parrocchiale di Ospizio; alle 11.30, nella chiesa di Secchio di Villa Minozzo, si svolgeranno le esequie e al termine l’accompagnamento al locale cimitero.

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