Imprese reggiane: andamento stabile

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L’imprenditoria reggiana è ancora di fronte ad una debole fase congiunturale.

I dati relativi alla nati-mortalità delle imprese analizzati dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio mostrano, infatti, che a fronte di 2.004 aperture di nuove attività sono state 2.052 le cessazioni non d’ufficio registrate nel primo semestre del 2016, con un saldo negativo di 48 unità.

Pur essendo di segno positivo – e pari a +263 unità – il saldo registrato nel secondo trimestre fra nuove imprese iscritte al Registro imprese e aziende che hanno espresso la volontà di non proseguire l’attività, questo non è però ancora sufficiente per recuperare la flessione osservata nel periodo gennaio-marzo 2016. Il trend fortemente negativo registrato nel primo trimestre dell’anno (tradizionalmente caratterizzato da un bilancio negativo a causa del concentrarsi delle cancellazioni sul finire dell’anno precedente) aveva infatti evidenziato 311 cessazioni non d’ufficio in più rispetto alle iscrizioni.

Sono ancora una volta le attività del terziario, forse anche per la necessità di far fronte alla disoccupazione con forme di autoimpiego, che hanno maggiormente contribuito alla sostanziale tenuta, nel primo semestre 2016, del sistema delle imprese della provincia di Reggio Emilia.imprese reggiane

Gli incrementi più consistenti, in termini assoluti, sono quelli dei pubblici esercizi che, con un aumento di 31 unità, hanno raggiunto le 3.282 imprese, trainati soprattutto dalla ristorazione (+29), ai quali fanno seguito le attività immobiliari (3.399 aziende, +30 unità).

Oltre all’immobiliare, fra i servizi orientati al settore produttivo hanno mostrato una maggiore dinamicità le attività finanziarie e assicurative (da 893 a 916 imprese con un incremento del 2,6%), quelle appartenenti all’aggregato “Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese” (1.314 aziende, +1,5%) e i servizi di informazione e comunicazione (1.047; +1,3%), fra i quali le attività connesse alla tecnologia informatica, come la produzione di software e la consulenza informatica (407; +3%).

Fra le 2.944 imprese che si occupano di servizi destinati alla collettività sono in aumento quelle che svolgono attività in campo artistico, sportivo e di intrattenimento (settore, quest’ultimo, che comprende anche discoteche, sale da ballo e sale giochi) che, con un incremento del 3,8%, passano da 652 a 677; in aumento anche le “altre attività di servizi per la persona” – centri benessere, di trattamenti estetici, parrucchieri – che registrano una crescita dell’1% e raggiungono le 1.578 unità.

Gli effetti della crisi economica sul settore produttivo della provincia di Reggio Emilia sono ancora presenti nel settore delle costruzioni, che in sei mesi è diminuito di 213 imprese (-1,7%) raggiungendo le 12.162 unità, e nell’industria manifatturiera, che nel primo semestre dell’anno ha perso 96 aziende scendendo da 7.909 a 7.813 (-1,2%).

Anche se con intensità differenti, la contrazione ha coinvolto tutti i principali comparti del “made in Reggio Emilia”: la metalmeccanica ha registrato una flessione dello 0,9%, sono scesi dell’1,1% sia il ceramico che l’alimentare e il tessile-abbigliamento è calato dell’1,4%.

Continua anche la flessione dell’agricoltura: nei primi sei mesi del 2016 le aziende del settore sono calate, in provincia di Reggio Emilia, dello 0,9%, scendendo a 6.225 unità.

Relativamente alla forma giuridica, l’unica che nel periodo gennaio-giugno 2016 è risultata in crescita è la Società di capitale, andamento condizionato dalla forte attrattività della normativa a favore delle società a responsabilità limitata. Con un incremento dell’1,2% le imprese che hanno adottato questa forma giuridica sono cresciute da 12.827 a 12.975 unità. In flessione le restanti forme giuridiche, in particolare le ditte individuali, che hanno registrato una contrazione pari all’1,1% e sono così calate di 314 unità, attestandosi a quota 29.411.

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