Ultimo giorno del gemellaggio: i ragazzi di “Oscar Romero” nella giornata della famiglia

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“L’esperienza in famiglia è stata perfetta, loro sono stati perfetti, e con loro intendo il mio papà e la mia mamma polacchi”. A parlare è Marianna, giovane educatrice del gruppo dell’unità pastorale “Oscar Romero”. A pranzo con lei, ci presenta quelle che sono state le sue figure di riferimento in questi giorni. Una mamma molto “precisa e ordinata” (“non c’è mai sporco in Polonia, anche la stazione è un luogo pulito”), un papà che conosce l’Italia delle canzoni di Albano e Celentano (Felicità è la sua preferita), una sorella che gira il mondo cantando musica rock, anche se, a guardarla, non lo si potrebbe mai immaginare.

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Foto Ferrarini

La domenica, anche qui in Polonia, è quel momento in cui l’intera famiglia, per tradizione, si ferma per concedersi del tempo insieme. Non a caso oggi i ragazzi reggiani sono stati invitati, nel giorno dedicato alla famiglia, a trascorrere il pranzo domenicale nelle case dove sono stati accolti fino ad oggi. Per l’occasione la occorre allungare la tavola e aggiungere posti in più: nonni, cugini, fratelli, zii si ritrovano nella stessa casa per condividere il pasto e venire a conoscere gli ospiti che da tanto attendono. “Siamo davvero molto contenti che siate qui a casa nostra”, dice nonna Anna.

Sono tre mesi che le famiglie della parrocchia di Czarnowasy, a Opole, preparano l’accoglienza dei giovani reggiani nelle loro abitazioni, definendo con precisione ogni dettaglio. Nulla è lasciato al caso. Ogni giorno è stato una sorpresa, come ci dice Marianna, e tutto affidato ai volontari più giovani, che si sono messi a disposizione dei 23 ragazzi della parrocchia di Reggio accompagnandoli in ogni momento delle loro giornate in gemellaggio.

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Foto Ferrarini

A tavola, tutti insieme, si rievocano i tempi della Polonia in guerra, ci si informa sulle principali mete del turismo italiano, si impara un po’ di polacco, un po’ di italiano. E poi si parla di questi giorni passati insieme, resi così speciali e così diversi per le presenze in città dei giovani visi dei pellegrini.

È, per questi ragazzi, l’ultima occasione per assaporare la bellezza di un’ospitalità gratuita e così generosa. La tavola si riempie via via di specialità locali, il cuore di sensazioni di completezza che solo il bene ricevuto può offrire, e che difficilmente il tempo potrà cancellare.

Sara Ferretti

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Foto Ferrarini

Pubblicato in Articoli, Slide, Vita diocesana