Gmg, comunque andare

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Quando vai a scuola, l’estate oltre al fascino del riposo, delle vacanze e del divertimento, porta con sé un certo non so chè di misterioso riguardo al destino dei prof.

Dapprima pensi che per la pausa estiva tornino nell’imperscrutabile universo da cui sono venuti, poi te li immagini che dopo l’ultimo giorno di scuola vanno ad ibernarsi nel congelatore in mezzo ai cappelletti e ai gelati fino a settembre, poi crescendo capisci che con buona probabilità hanno una vita molto più simile alla tua di quanto si pensi.

Allora inizi a pensarli in montagna, a prendersi un gelato, al mare….ok, sul mare meglio non spingersi troppo in là con l’immaginazione, sono pur sempre i tuoi prof e anche solo immaginarseli in costume è giòà abbastanza imbarazzante!

Se poi ti capita di fare il Grande Salto della Cattedra e passare dalla parte del prof capisci che in realtà sono tutti viaggi mentali che vanno bene al massimo per farsi dei film in spiaggia, aspettando di andare a fare il bagno.

In realtà l’estate di una prof giovine è molto simile all’estate della prof giovine quando andava alle superiori: grest, mare, viaggi, tempo per maratone di serie tv, tempo per maratone del sonno,  ecc ecc ecc. (Personalmente devo dire che mi piace molto di più dell’estate da giovane universitaria, un vero incubo di studio, sudore, ansia e afflizione.)

Oltre a tutto ciò, e più di tutto ciò, l’estate di quest’anno è una delle più attese degli ultimi anni: a 5 anni da Madrid torna in Europa la GMG, Giornata Mondiale della Gioventù!

REGGIO GMG

REGGIO GMG

Lo slogan (gli hastag non andavano ancora di moda) della GMG di Madrid nel 2011 riassumeva bene quella che rappresenta questa settimana: “la fiesta de la fè!”

Questa GMG arriva però in un contesto che sa di tutto tranne che di festa; il timore che si respira è reale. All’improvviso sembra che non ci sia più niente di sicuro nel mondo: non il futuro di un paese vicino o lontano da noi, non un posto che possa dirsi veramente salvo da queste persone impazzite che si divertono ad ammazzare gli altri, nessuna assicurazione che chi guida con più responsabilità le nazioni capisca come saltarci fuori.

E anche se si vuole scacciare il pensiero, la presenza intangibile del terrorismo diventa reale e tragicamente comica quando ti ritrovi con gli altri accompagnatori a preparare la partenza e ,insieme al solito foglio “cosa portare-dove alloggiamo-cosa faremo”, ne compare un altro: “cosa fare in caso di un attacco terroristico”.

Liquidato un po’ alla svelta, per non voler prendere davvero sul serio la possibilità di qualsiasi evento tragico, ci porta comunque a riflettere sulla grande responsabilità di una manifestazione che nasce per testimoniare la gioia di credere o, quanto meno, la gioia di provarci.

Tutto questo sa di facile calamita per chi ha mostrato una repulsione mortale verso tutto quello che può dare gioia, eppure noi vogliamo comunque andare.

Vogliamo andare per portare incontrare gli altri, condividere la nostra fede e fare germogliare un po’ di speranza, contaminandoci a vicenda di gioia autentica. (Verbi che, a leggerli, sembrano completamente fuori dalla realtà attuale.)

Ci andiamo con i nostri amici, con i ragazzi che seguiamo in parrocchia e nelle varie realtà della nostra Chiesa; ci andiamo insieme per far vedere che oltre alla rete del terrorismo esistono “reti” di speranza.

Ci andiamo per chi non riesce ad esserci, per chi rimane a casa perché la paura è troppa, ci andiamo per chi non vorrebbe comunque venire, nella certezza che, in qualche modo, i frutti buoni della gmg arrivino anche a loro.

Io personalmente voglio andarci anche per Faraaz (qui la sua storia: http://ow.ly/Vk0W302tgn4  o http://ow.ly/WdyN302tgwY );  sicuramente non sarebbe venuto alla GMG, con un gesto gigantesco ha però saputo accendere una piccola luce di speranza nel buio in cui ci sentiamo brancolare ultimamente. Anche noi vogliamo portare questa Luce e, forti anche dell’esempio di Faraaz vogliamo comunque andare.

Buona gmg a tutti allora, a chi parte e a chi resta! E, nonostante tutto, che la Festa abbia inizio!
Per commentare la rubrica scrivi a iaiaoleari@laliberta.info

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