Bretella Campogalliano-Sassuolo: le non verità e le alternative

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Pubblichiamo la lettera aperta al ministro Delrio a proposito della questione sulla bretella stradale Campogalliano-Sassuolo

Ill. mo Sig. Ministro,

spinto da un desiderio di bene per il Paese, mi accingo ad un difficile compito: far riflettere le pubbliche Istituzioni che hanno indotto il Governo a ritenere la bretella di “interesse strategico”, soffocando ogni serio dibattito in merito. Questo scritto in forma di “lettera aperta” rimane pertanto una forma obbligata per dare voce ad un’ opinione pubblica in maggioranza contraria a tale progetto. La discussione sulla bretella risale a decenni orsono, nella prospettiva della sua prosecuzione sino a Lucca. Da allora il mondo e l’ economia sono radicalmente cambiati: produzione ceramica in calo nel distretto per la sua inevitabile internazionalizzazione produttiva, mentre è stata costruita la superstrada MO-Sassuolo a 4 corsie a distanza di 5 km., oltre al potenziamento della Provinciale reggiana SP 51 sul Secchia.

Nelle nuove condizioni e in un Paese dove è persino carente la manutenzione stradale, è utile riproporre un’ opera già datata che di fatto costerà alla collettività ca. 600 milioni di € a fronte di un tracciato di quasi 20 km che consentirà (a pagamento) solo un breve recupero di tempo e col nuovo scalo di Modena che può essere diversamente collegato?                                                                         Per favorire ripresa ed occupazione non necessitano più oculati investimenti in innovazione, sviluppo sostenibile e supporto vero alla crescita del nostro sistema-impresa che rischia sempre più di essere “colonizzato” nel mondo globale? Già la prevista realizzazione della bretella è affidata a procedure che meriterebbero altri approfondimenti, a partire dal rinnovo della concessione alla società Autobrennero in assenza di gara pubblica o dal previsto finanziamento Cipe di contributo pubblico tramite defiscalizzazione. In questa mia mi limito ad esporre le principali contestazioni che rendono la VIA viziata (quindi da rifare), la mancata VAS al piano Anas 2007-11 e l’ assenza di equilibrio finanziario dell’ opera, per proporre soluzioni alternative di ben altro “valore aggiunto”.

VIZIO VIA

La Valutazione d’ Impatto Ambientale eseguita nel 2004 e confermata nel 2010 su progetto ANAS è viziata per i seguenti motivi.

  • Grave sottovalutazione dell’ impatto ambientale

Pur citando il Piano Attività Estrattive del 1997 del Comune di Modena, non ha considerato i Poli escavazione ghiaia 5.1 ed ex 5.2 in zona Marzaglia di oltre 5 milioni di mc. (i più grandi a livello regionale), con l’ ubicazione di nuovi impianti bituminosi (cfr. mappa allegata).                                              

E tali cave (che hanno già alterato la 1° falda e reso vulnerabile la zona alle ricadute inquinanti) sono proprio collocate a monte degli acquiferì che alimentano l’ acquedotto di Modena, attraversati dalla bretella nella zona di rispetto assoluto.                                                       

  • Sovrastima volumi di traffico

Il previsto incremento di traffico (stimato solo al 2008 e già viziato in origine per non aver considerato ipotesi alternative su ferrovia e di razionalizzazione su strada) a maggior ragione si è rivelato errato al 2010 per la mutata realtà di mercato. Al contrario, il trasporto tramite Dinazzano è sempre cresciuto favorito dall’ internazionalizzazione e nonostante la crisi.

MANCATA VAS

La realizzazione della bretella, preliminarmente alla VIA, esigeva quindi una Valutazione Ambientale Strategica sull’ andamento del mercato, lo sviluppo sostenibile del territorio e la ricerca di soluzioni alternative sia di traffico che viarie. Com’ è possibile definire un’ opera di “interesse strategico” se non è stata nemmeno eseguita tale Valutazione Strategica?

Infatti, nonostante l’ esigenza di razionalizzazione del traffico interno al distretto sia datata quanto la bretella, è stato ignorato sia il “Progetto Demetra” sui Transit Point elaborato dalla Sapienza di Roma nel 2010 che l’ intesa del 1996 tra Regione, Provincie e Comuni di MO, RE  per una bretella ferroviaria fra il nuovo scalo di Marzaglia e Dinazzano.

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ASSENZA EQUILIBRIO FINANZIARIO

Per quanto detto e in presenza della Modena-Sassuolo, è del tutto evidente che la riscossione del pedaggio non consentirà l’ equilibrio previsto entro il periodo di durata della concessione per scarsità di traffico pagante. Specie nel dichiarato intento di soppressione dei due caselli -e quindi dei pedaggi- nell’ area di Modena per consentire il traffico di una “irrazionale” tangenziale Sud (anzichè Nord) di Rubiera.

E tutto ciò, oltre a smentire la veridicità dei dati, contrasta con una corretta logica di “project financing”, oltre che del principio da lei stesso asserito secondo cui “gli investimenti pubblici devono comportare beneficio sulle tariffe per i cittadini”.

In tali condizioni, quali istituti di credito potrebbero supportare un’ operazione già prevista in perdita di gestione, se non a fronte dell’ inconfessata garanzia che lo Stato vi farà fronte? Ciò non sarebbe in contrasto con le Direttive Europee e quanto sentenziato dalla Corte dei Conti? Si ripeterà il caso della Bre.Be.Mi., scaricando in futuro le perdite della società concessionaria sulla fiscalità generale?

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PROPOSTE ALTERNATIVE

Le alternative devono essere molteplici e non solo via strada per creare, con molto minor costo e danno ambientale, più sviluppo economico, occupazione e meno traffico su gomma garantendo -pur in assenza della bretella- la continuità di infrastrutture fra lo scalo di Marzaglia e le principali direttrici, oltre una migliore distribuzione del traffico.

  • Viabilità stradale sostitutiva di bretella e tang. Sud Rubiera:
  • continuità infrastrutture: MO-Sassuolo > scalo MO > dogana Campogalliano > Autobrennero;
  • collegamento variante Nord Via Emilia / tang. Nord Rubiera (in parallelo al tracciato A.V., come da PSC RE 2014 ripreso da Rubiera) > scalo MO > tang. MO.                                         Pertanto, l’ assenza della bretella non pregiudica la tangenziale di Rubiera perchè il tracciato  Nord risulta più lineare e completo di quello Sud, quale reale variante della Via Emilia nel collegare le tangenziali di RE, MO e lo scalo merci sullo stesso versante, senza spostare il nodo del traffico oltre Bagno.
  • collegamento Via Ancora e Provinciale SP 51 con nuova camionabile (ora sottoutilizzata) che collega il Polo escavazione 5.1 in zona Marzaglia alla superstrada MO-Sassuolo.
  • Bretella ferroviaria fra i due scali per ridurre maggiormente il trasporto merci via strada (quella autostradale farebbe pure concorrenza allo scalo di Dinazzano che può essere ancora ampliato);
  • Razionalizzazione traffico interno al distretto ceramico (centri di smistamento per le piccole partite) per ridurre l’ inquinamento ed i percorsi a vuoto dei mezzi pesanti in orario diurno, col superamento dell’ unico sistema di vendita “franco fabbrica” anche al fine di favorire sinergie fra imprese;
  • Parco del Secchia pure funzionale ad una valorizzazione urbanistica di Sassuolo, aperto al tempo libero con attività di volontariato, sportive e ricreative, favorendo una micro-economia e nuovi stili di vita in rapporto all’ ambiente;
  • Grande “visionnella ristrutturazione del patrimonio edilizio nazionale che non disperda le nostre potenzialità di tradizioni ed imprese per farlo divenire volano per la ripresa; un mercato che viceversa sta divenendo sempre più (esso pure) appannaggio di multinazionali estere, tedesche in primis. E le aziende ceramiche potrebbero avere un nuovo e qualificante ruolo, con grandi idee e opportunità di business.

Ill. mo Sig. Ministro, questo è quanto la mia esperienza professionale e di dirigente d’ impresa -non senza passione sociale- si sentiva di comunicarle, nella consapevolezza che il riscatto di cui l’ Italia necessita non può che passare attraverso una nuova coscienza civica ed un nuovo sistema-paese. A questo sforzo siamo tutti chiamati: perché non “ragionare in grande”?

 

Con deferente stima,

                                                                                                        Ing. Gianbattista Messori

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