Reggiolo festeggia san Venerio

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Reggiolo vive nel pieno la tradizionale sagra di San Venerio, che vedrà il suo culmine nella giornata di giovedì 7 Luglio.

Alle ore 19 dopo il canto del Vespro e la messa, si formerà la processione che riaccompagna l’effige del Santo dalla parrocchia (centro di Comunità) al suo oratorio alle porte del paese.

Santo spezzino, Venerio (560-63 c.a.), visse come monaco eremita sull’ Isola del Tino nell’Arcipelago di Portovenere, dopo la sua morte venne  “adottato” dai reggiani in seguito alle ricorrenti incursioni piratesche, soprattutto da parte di saraceni e normanni, che devastavano la costiera ligure. Si decise infatti di trasferire le reliquie in un luogo maggiormente sicuro. Intorno al X sec, infatti le sue spoglie del Santo vennero traslate a Reggio Emilia; dalla chiesa di S. Prospero (Strinati) alla basilica del Patrono, quindi alla chiesa di S. Pietro sulla via Emilia dove l’eremita Spezzino trovo una definitiva sistemazione accanto ai santi Gioconda, vergine e Tommaso, vescovo.san-venerio-reggiolo

A Reggio la devozione verso San Venerio si radicò abbastanza in fretta , tanto da diventarne co-patrono. Sulla facciata della cattedrale è posta una sua statua. Altro centro importante per la devozione al Santo è Carù, sull’appennino. Probabilmente furono proprio dei reggiani a introdurre a Reggiolo, intorno al Mille, il culto di questo “Santo venuto dal mare”. Un documento datato 14 maggio 1044, cita la presenza a Reggiolo di un oratorio a lui dedicato.

Il legame tra Reggiolo e il suo patrono si approfondì sempre di più nel corso dei secoli. In un periodo storico molto difficile, quale gli inizi del Settecento, quando l’Europa intera era impegnata nella Guerra di Successione Spagnola (1700-1714) e si verificò un “rilancio” del suo culto. Il ducato di Guastalla (da cui Reggiolo dipendeva sin dal 1630) fu uno dei teatri di questo sanguinoso conflitto: verso la metà del 1702 uno degli eserciti accampati nei pressi di Reggiolo (alla “Testa”) si mosse verso la Battaglia di Luzzara (15 Agosto 1702), conclusasi con migliaia di morti, senza risolvere nulla, causando nella zona non poche sofferenze, Reggiolo escluso.

Riconoscendone i meriti al Santo, i reggiolesi stipularono appunto un “voto solenne”(1702) affidandosi alla sua intercessione. Tale voto si concretizzò anche nella realizzazione del busto- reliquiario d’argento del 1712. Col passare del tempo gli abitanti di Reggiolo non vennero mai meno al voto. Arriviamo dunque al 7 luglio 1890, quando da tempo su Reggiolo e le zone circostanti perdurava da tempo una terribile siccità. Anche in quell’ occasione non meno grave delle precedenti, i reggiolesi, disperati, ricorsero al loro Patrono.

L’antica statua seicentesca, rivestita di paramenti sacri, venne allora portata processionalmente dall’oratorio del Santo alla chiesa parrocchiale, dove si svolsero, in modo anticipato le funzioni proprie del 13 settembre (suo giorno liturgico) : al termine, un corteo interminabile riaccompagnò l’effige dell’eremita spezzino alla sua chiesetta alle porte del paese.

E, miracolosamente, arrivò la sospirata pioggia: un evento straordinario, “inimmaginabile”, di cui si continuò a parlare a lungo. Riconosciuto il merito di tutto l’accaduto a San Venerio, i reggiolesi anche per gli anni seguenti avrebbero voluto celebrare la festa patronale il 7 luglio. Ma ciò divenne motivo di lunghi e penosi contrasti tra l’autorità ecclesiastica e i fedeli (i vescovi di Guastalla infatti non erano per nulla favorevoli). Fu solo Mons. Andrea Sarti che il 16 giugno 1904, con una lettera indirizzata al sindaco di Reggiolo, concesse il permesso di celebrare la festa patronale il 7 luglio, ponendo fine a controversie che duravano da quasi 15 anni. Fino a pochi anni fa, Reggiolo aveva ben due feste legate al Santo: una liturgica (13 settembre) e una popolare (7 luglio).

Francesco Fava

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