Don Ganapini: cosa potrei fare senza di voi?

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Da La Libertà del 2 luglio 2016

Lettera del missionario, che trascorre l’estate a Marola ma tornerà in Madagascar in settembre

Carissimi amici del Cmd, voi tutti dell’AMGA e de La Libertà, sono don Pietro, e voglio porgervi il mio saluto più affettuoso e, ancora una volta, la mia riconoscenza più sincera per tutto quello che avete fatto e continuate a fare per me e per i nostri piccoli del Madagascar, che, grazie a voi, possono accedere a un po’ di istruzione ed educazione umano-cristiana, base del loro avvenire.
Cosa potrei fare io senza di voi?
Sì: vorrei fare ben di più e dare maggiormente una mano ai nostri bravissimi coordinatori del lavoro missionario qui in diocesi (Cmd…), con strumenti più completi ed efficaci per l’animazione missionaria; ma… sono ormai vecchio e le mie forze diminuiscono… Quel po’ che però posso ancora fare, cercherò di farlo fino all’ultimo, perché “è l’amore di Cristo che ci sospinge”, dice san Paolo (II Cor. 5,14) e che anch’io trascrissi sull’immaginetta-ricordo della mia ordinazione sacerdotale 66 anni fa.

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“Lasciate che i fanciulli vengano a me”, dice ancora Gesù nel Vangelo.
E voi date la possibilità a questi piccoli di incontrare Gesù nella loro vita. Ah, che grazia grande è mai questa! Certo, non è ora il momento di fare delle prediche: mi perdonerete! Scrivo quello che il cuore mi detta…
Riguardo a questa che ho chiamato, in un foglio speciale per il Cmd, “ricapitolazione generale”, di cui i nostri amici del Cmd hanno bisogno, e che ho cercato di fare come meglio potevo, coll’aiuto dei collaboratori malgasci, vorrei fare osservare alcune cose.
Forse qualcuno potrebbe dire: “Non sempre riguardano direttamente le scuole alcune motivazioni per l’impiego degli aiuti inviati. Perché?” Ecco: giustamente avete usata la parola “direttamente”… Questo è vero, e ho riflettuto anch’io chiedendo pure il parere dei miei Superiori… quelle motivazioni che non parlano direttamente di scuole (Chiese, case…) sono però dirette ad opere che, nelle loro realizzazioni, hanno sempre di mira anche le scuole, soprattutto per i più bisognosi, che sono i piccoli e i poveri, spesso i più dimenticati.

Voglio concludere. Non ho l’intenzione di insegnare ad alcuno. Ho solo da imparare. Il sottoscritto è ora qui in Italia: precisamente nell’ex Seminario di Marola, per un po’ di quiete e motivi di salute. Ho però già in mano il biglietto di ritorno, e, a Dio piacendo, ripartirò il 6 settembre prossimo, essendoci in quell’occasione un cosiddetto “accompagnatore” che andrà pure in Madagascar, il carissimo Giacomo.
Sono riconoscentissimo alla mia diocesi di Reggio Emilia-Guastalla, con a capo il Vescovo Massimo, e agli amici del Cmd che mi hanno offerto “gratis” e preparato questo soggiorno nel mio ex-Seminario, nei cui boschi, passeggiando, sognavo sempre le Missioni… Rendo grazie infinite al Signore e alla Madonna “Madre della Misericordia”! Vostro affezionatissimo

Pietro Ganapini

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