Un santa reggiana, Giovanna Scopelli

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Siamo arrivati alla quarta e ultima puntata del testo del 1674 (integrato in questo numero da altre fonti più recenti) sulla beata Giovanna Scopelli. La pubblicazione, curata da Daniele Rivolti (daniele.rivolti@gmail.com), è in vista della memoria liturgica della beata reggiana, che ricorre il 9 luglio.

Vicende subite dal corpo della Beata e attuale collocazione in Cattedrale
La Borziani Bondavalli scrive: “Don Pio Motti (1761-1812), cappellano della parrocchia di San Giacomo, è autore de Le memorie di Reggio di Lombardia dall’anno 1796… Così scrive: «20 giugno 1798. Giunsero in Reggio 2700 Francesi, senza essere prevenuti quelli degli alloggi, e vollero andare nelle case dei cittadini anche non possidenti; nello stesso tempo furono mandati gli esecutori nelle case a levare i letti superflui e trasportarli nei conventi soppressi, come pure scacciarono all’improvviso le monache bianche, le canonichesse e cappuccine per cui nacque tale confusione nel trasporto delle robe che se ne smarrirono moltissime. Il Sacramento esistente nei conventi fu trasportato alle rispettive Parrocchie.
28 giugno 1798 … le (monache) bianche, dette della Beata Giovanna, andarono tutte disperse nelle case, ed in alcune poche in S. Ilario…
1° luglio 1798 … il sindaco delle (monache) bianche, Bonaventura Borri, alle undici della notte con intelligenza (= accordi) del commissario Marchini ed in compagnia di un ufficiale francese, fece levare l’urna d’argento e cristalli alla presenza di due testimoni sacerdoti, e, posta in una barella tutto coperto il sacro corpo da due chierici, la trasportarono in duomo…» dove rimase come nascosto nel santuario.
«20 luglio 1803. Alla presenza di mons. Vescovo (Francesco Maria d’Este, vescovo dal 1785 al 1821) e di quattro testimoni, cancelliere vescovile e due monache carmelitane della beata Giovanna, nel santuario della cattedrale fu aperta l’urna, e levato il corpo e spogliata della sopraveste, levato il bavero, il velo per rifare tutto di nuovo e ridurre l’urna a più bassa. Il corpo fu messo in una cassa sigillata da monsignor vescovo e riposta nel santuario suddetto… Dopo una solenne processione… collocarono l’urna sotto l’altare (della Cappella Rangoni)»” dove ancora oggi si trova.

Leggi tutto il saggio di Daniele Rivolti su La Libertà del 2 luglio

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Urna-in-processione

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