Recuperando mobili e dignità

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Laboratorio di falegnameria all’interno del carcere

È difficile pensare che promozione della dignità, rieducazione e contrasto alla criminalità passino dal lavoro del falegname. A meno che si tratti di san Giuseppe, il padre terreno di Gesù, ma non è questo il caso.
Siamo all’interno della Casa circondariale di Reggio Emilia, dove nel dicembre 2015 per iniziativa della cooperativa di solidarietà sociale “L’Ovile”, dell’Amministrazione penitenziaria e dell’azienda Fratelli Veroni fu Angelo spa (il noto salumificio di Correggio) ha preso vita un piccolo laboratorio artigiano per la riparazione di mobili da esposizione. Ognuno degli attori in campo ha meriti ben precisi.
L’Amministrazione penitenziaria, nel costante desiderio di procurare nuove occasioni di lavoro per le persone detenute, ha recuperato un magazzino in disuso. La cooperativa “L’Ovile”, che fin dalla sua fondazione collabora con gli istituti penitenziari di Reggio (Opg e Casa circondariale), ha intercettato questo desiderio e si è adoperata per rendere concreto il progetto. All’azienda Fratelli Veroni va il grande merito di aver procurato il lavoro per le persone detenute nella forma di tavoli in legno da riparare e rimettere a nuovo. Si tratta di enormi tavoli da esposizione utilizzati come base d’appoggio per le mortadelle del Guinness dei primati (salumi giganti da oltre 10 quintali per 7-8 metri di lunghezza). La formula individuata per il progetto è il tirocinio formativo di sei mesi e le persone detenute vengono retribuite sulla base del loro lavoro.

Continua a leggere l’articolo di Emanuele Borghi su La Libertà del 2 luglio

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