Un commento agli avvicendamenti nel clero

Stampa articolo Stampa articolo

Da La Libertà del 2 luglio 2016

Il commento del direttore de La Libertà, Edoardo Tincani, alla nuove nomine e trasferimenti di sacerdoti

Un appuntamento divenuto ormai consueto, certamente molto atteso, quello dell’ultima domenica di giugno: è la giornata in cui, durante le Messe principali del mattino nelle parrocchie, vengono rese note le nomine del Vescovo relative ai presbiteri che interessano quelle comunità cristiane. Così è avvenuto anche quest’anno, domenica 26 giugno: e anche stavolta il nostro sito internet, a partire da mezzogiorno, ha reso consultabile in tempo reale l’elenco completo, che pubblichiamo a pagina 3.

Venticinque i nominativi coinvolti in questa tornata, meno della metà rispetto al record registrato un anno fa. La prospettiva, invece, è sempre quella delle nuove 60 unità pastorali mappate dal Consiglio Presbiterale e accompagnate, come si ricorderà, dagli Orientamenti diocesani pubblicati all’inizio dell’ultimo anno pastorale, un documento presentato dal vescovo Massimo sia con la lettera che li introduce sia con la Convocazione diocesana in diretta tv dell’ottobre scorso. A proposito, possiamo già anticipare che di unità pastorali si parlerà anche quest’anno, nel pomeriggio di domenica 18 settembre, ancora in diretta: l’argomento presenta infatti ancora tanti aspetti da valutare e affrontare insieme, nei consigli unitari o parrocchiali e in generale nelle comunità locali.

Anche i trasferimenti e gli incarichi divulgati domenica, quindi, non vanno letti come un fatto isolato; sono un ulteriore importante tassello in quel “puzzle” da 60 pezzi che va componendosi in modo ordinato sotto la guida paziente del Vicario generale, monsignor Alberto Nicelli.03_liberta_2806_K

Vediamo allora di commentare con alcune sottolineature le novità ultime.

Intanto c’è un avvicendamento nella missione diocesana in Brasile, pur all’interno della Congregazione Mariana delle Case della Carità: rientra don Luigi Gibellini, che sarà parroco dell’erigenda unità pastorale “Fontanaluccia”, e al suo posto nella Chiesa sorella di Ruy Barbosa andrà il confratello don Luigi Ferrari.

Un’altra “apertura” significativa, come evidenzia il Vicario generale, avviene in seno alla Comunità sacerdotale “Familiaris Consortio” (CSFC), che con don Simone Bartolini e don Sergio Billi prende in cura una nuova parrocchia “extra moenia”, in diocesi di Verona, così proseguendo nel cammino verso il riconoscimento come Società di vita apostolica, già iniziato con l’amministrazione di un’altra parrocchia in diocesi di Porto-Santa Rufina.

Venendo al territorio diocesano, gli spostamenti più rilevanti sono ancora una volta all’insegna di nuove o estese unità pastorali: per “Sant’Antonio-San Luigi-Sant’Anselmo”, come parroco delle prime due parrocchie, si trasferisce a Reggio don Jacek Rudziewicz; sarà coadiuvato dal nuovo vicario parrocchiale don Lorenzo Zamboni, dottorando in Storia della Chiesa alla Pontificia Università Gregoriana. Al posto di don Jacek, nell’erigenda unità di “Campegine-Gattatico”, allarga la cura d’anime don Paolo Bizzocchi. Stessa situazione per don Evandro Gherardi, ora parroco dell’erigenda unità di “Brescello-Boretto” e, come già anticipato l’anno scorso, per don Bogdan Rostkowski, parroco dell’erigenda unità “San Polo-Canossa”.

Don Gabriele Valli, che lascia San Luigi in città, è nominato parroco dell’unità pastorale “Sant’Alberto di Gerusalemme”; da Gualtieri partono i due co-parroci delle Case della Carità don Giovanni Caselli e don Giuliano Marzucchi (FdC), destinati ancora in coppia (moderatore il primo) alle unità pastorali di Collagna e Ligonchio; quest’ultima manterrà come parroco “in solidum” (non moderatore) don Daniele Patti.

Tra i vicari parrocchiali, da segnalare la prima destinazione del prete novello don Andrea Volta (CSFC), che va nell’unità pastorale “Maria, Regina della Famiglia” a San Martino in Rio (nessuna novità per don Giancarlo Minotta: come annunciato, resterà nell’unità pastorale di Montecchio e seguirà la pastorale giovanile vicariale), mentre don Eugenio Morlini e don Armando Caramaschi, sono nominati collaboratori pastorali a “Campegine-Gattatico” e don Luigi Mandelli a “Brescello-Boretto”.

Nuove nomine, infine, anche per le cappellanie ospedaliere: don Gianfranco Caleffi, già parroco di Boretto, servirà l’Ospedale di Guastalla, e don Carlo Lamecchi quello di Sassuolo.

“Dietro queste scelte – spiega monsignor Nicelli – si intravedono comunità in cui la corresponsabilità dei laici e la ministerialità diffusa avranno un ruolo centrale”.

E il vescovo Massimo Camisasca, rispondendo al direttore della Gazzetta di Reggio in una recente intervista, ha detto: “Sarebbe non solo opportuno, ma anche bello, realizzare delle comunità di sacerdoti, diaconi e laici che possano costituire come delle ‘piccole città sul monte’, che mostrino la forza attrattiva del cristianesimo e possano attrarre a sé la gente, i popoli, così come ne parla il profeta Isaia”.

Le unità pastorali non sono una tassa da pagare in ragione del calo dei sacerdoti. E l’ottica positiva con cui guardare ai cambiamenti in atto dipende da tutto il popolo di Dio.

 

Edoardo Tincani

 

Pubblicato in Articoli, Slide, Vita diocesana