Fede perseguitata, via di speranza

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Padre Bernardo Cervellera e i cristiani in Medio Oriente e Cina

I cristiani perseguitati in Medio Oriente ci consegnano due motivi per cui gioire. Il primo è che la fede in Cristo è la cosa più importante per cui vivere, dilata l’umanità e porta a guardare al mondo con libertà. Il secondo motivo di gioia risiede nell’attaccamento dei cristiani mediorientali alla loro nazione. Amano la loro terra, non vogliono lasciarla per alcun motivo.
Nella sera di sabato 11 giugno le parole di padre Bernardo Cervellera hanno aggiunto nuovi motivi di festa alle ricche occasioni relazionali ed enogastronomiche offerte dal Festincontro di Ac. E la festa che nasce dalla persecuzione della fede dà forza nelle difficoltà.
“Ai cristiani perseguitati devo tutto, dalla loro testimonianza ho ricevuto anche un forte incoraggiamento a diventare sacerdote”, ha detto il missionario del Pime (Pontificio Istituto Missioni Estere) fin dall’inizio dell’incontro per chiarire quanto il tema della serata (“Cristiani perseguitati, fonte di speranza”) fosse vicino al suo modo di vivere e sentire.

Continua a leggere tutto l’articolo di Emanuele Borghi nello speciale L’Uomo e la Chiesa su La Libertà del 25 giugno

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