Lavoro umano dal dire al «fare insieme»

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Le basi dell’economia civile illustrate dal professor Zamagni

Zamagni è Zamagni, una certezza. La sua grintosa relazione, a conclusione dell’incontro “Fare insieme” promosso dalla Sezione reggiana dell’Ucid (Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti) all’Hotel Mercure Astoria, in città, nel tardo pomeriggio di mercoledì 15 giugno, è una bella sferzata di vitalità sopra un tema – riassumibile (o forse no) nel sottotitolo “Ecologia integrale ed Economia civile nell’Enciclica Laudato si’” – che purtroppo anche in ambienti cattolici viene considerato di nicchia. Quasi che l’esperienza dell’uomo nel lavoro e nel “giardino” che Dio gli dona sia un pallino da addetti ai lavori e non l’orizzonte comune, non certo libero da nubi, in cui tutti dobbiamo muoverci.
Ecco perché “fare insieme” è necessario. Ne parla già la riflessione di apertura, che il presidente dell’Ucid Luigi Grasselli affida a monsignor Massimo Camisasca.

“Oggi siamo più assieme?”, si domanda il Vescovo, ampliando gli appunti preparati per l’occasione (si veda sotto). Conoscenza e amore sono le coordinate fondamentali della vita dell’uomo, dice, però non bastano i progressi della comunicazione o della tecnologia a farci essere più insieme: dipende da un’opzione ancora più a monte, ossia se l’uomo concepisca se stesso come Dio o come relativo alle altre creature e, se credente, anche al Creatore. Da questo si decide il nostro essere, come pure il nostro intraprendere, rifuggendo le risposte corte e la parcellizzazione dei progetti.

Leggi tutto l’articolo di Edoardo Tincani su La Libertà del 25 giugno

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