Beata Scopelli, una vita di preghiera

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Continua la pubblicazione a puntate di un testo sulla beata Giovanna Scopelli in vista della sua memoria liturgica (9 luglio). è un saggio del 1674 riscritto e commentato da Daniele Rivolti.

Le preghiere della Beata
L’Autore della Vita della Beata Scopelli descrive la vita della Beata nel Convento delle Monache Bianche: “è tempo adesso di rivolger l’occhio alle virtù di lei, che fanno risaltare il suo gran merito… Le Vergini Bianche sotto la direzione della nostra Beata, esperta nella scuola del suo Sposo e dedita con tutto lo spirito alla devozione della Santissima Madre di Dio, vestirono l’abito nel modo, che nel tempo attuale seguono da 187 anni in qua *7, vivendo nella nobilissima pratica della purezza dedicata al comune Sposo Gesù, sotto il vessillo già detto del Carmine… Era nostra Madre di gran forza e fervore nell’amare Dio e assai dedita alla contemplazione, per la perfetta unione, che ha l’anima col suo diletto, sollevandosi la mente da ciò che ha di terreno, e unendosi con tutte le potenze dell’anima al proprio Creatore… In questo Giovanna imparava il proprio nulla, vedeva in Dio tutte le perfezioni…: così penetrato Dio nell’anima di lei ed elevatasi essa ad essere tutta di Dio, Giovanna restava appagata in tutto… Accompagnava quest’esercizio con il digiuno, affinché fosse sottomessa la parte inferiore dell’uomo, che è il senso e con esso il corpo, e l’anima intanto si nutrisse del prezioso nettare,… che scende dal Cielo… Inoltre, pur recitando le ore canoniche nel tempo convenuto, era assidua nella preghiera così di giorno come di notte, dedicandovi cinque ore per volta, e per l’ardentissima devozione che professava alla Gran madre di Dio aveva preso l’abitudine di supplicarla nel modo che segue. Soleva recitare quindicimila Ave Marie, e ogni cento una Salve Regina, e dopo diceva per sette volte Ave maris stella e altrettante O Gloriosa Domina, e questa devozione era da lei chiamata la Camicia della Gloriosissima Vergine Maria, dando ad intendere con la metafora che la detta orazione era più cara e più vicina al desiderio e gradimento di Maria Vergine. Nello scorrere le vite delle anime contemplative troviamo devozioni simili in Santa Teresa, la Serafica Maddalena de Pazzi, la Beata Caterina da Bologna, che recitava quaranta Ave Marie il giorno dal 29 novembre alla vigilia del Santissimo Natale…”.

Continua a leggere il testo integrale del saggio di Daniele Rivolti su La Libertà del 18 giugno

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Beata-Scopelli

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