L’occasione del terzo settore? Speriamo non venga sprecata

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La legge «delega» è una sfida per il comparto

Sulla recente legge “delega” per il “terzo settore” pubblichiamo un contributo del nostro collaboratore Luigi Bottazzi, già vicepresidente del Co.ge – Comitato di Gestione per il fondo speciale per il volontariato dell’Emilia-Romagna.

A l di là degli entusiasmi di facciata (forse un poco frettolosi) che anche in sede locale hanno contrassegnato la recente legge “delega” approvata dal Senato il 30 maggio sul terzo settore, si può affermare che l’elefantiaco testo non sia privo di serie criticità. è un testo cornice, che rimanda ai decreti applicativi – che sono moltissimi – gli aspetti che paiono più qualificanti, e che già da subito nulla chiarisce circa i finanziamenti disponibili per il settore, già a partire del 2017.
Iniziamo col dire che il provvedimento istituisce la Fondazione Italia Sociale – allo scopo di “sostenere la realizzazione e lo sviluppo di interventi innovativi ad alto impatto sociale ed occupazionale” – di cui onestamente non si sentiva il bisogno e che la stampa ha indicato come un ‘prodotto’ voluto dal finanziere Vincenzo Manes, noto amico e consulente del premier .
Inoltre, come hanno rilevato in un articolato parere la Fondazione Zancan ed altri tecnici del settore, esso è debole dal punto di vista dei soggetti e degli strumenti di controllo di un settore che, in Italia, ha già dato prova di non essere immune da furbetti e mascalzoni, di cui ha utilizzato l’etichetta del sociale o dell’aiuto ai più deboli, sotto i diversi aspetti (economico, fisico, psichico, eccetera) dando l’illusione di risolvere o di attenuare le gravi carenze del welfare nostrano.

Leggi tutto l’articolo di Luigi Bottazzi su La Libertà del 18 giugno

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