Vita della Beata Giovanna Scopelli

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In vista della festa liturgica della beata Giovanna Scopelli (9 luglio), iniziamo la pubblicazione a puntate di questo saggio storico del 1674, riscritto e spiegato cura del nostro collaboratore Daniele Rivolti (daniele.rivolti@gmail.com).

Presentiamo il saggio storico dedicato alla Beata Giovanna Scopelli pubblicato a Reggio nel 1674. Il saggio, di 28 pagine, ha per titolo: Vita della Beata Gioanna Scopelli da Reggio dell’Ordine Carmelitano fondatrice del Venerab. Monastero delle Suore dette Bianche di Reggio dell’istesso Ordine della Congregazione di Mantova. Scritta già dal Sig. Benedetto Mutti Reggiano, e descritta ad istanza della M. R. Madre Matilde Beatrice d’Este Priora da un Devoto di detta beata. Al Serenissimo Sig. Duca Francesco II d’Este duca di Modena, Reggio, ecc. In Reggio per Prospero Vedrotti MDCLXXIV. Con Licenza de’ Superiori. Segue la dedica alla Serenissima Altezza del Duca da parte di S. Matilde Beatrice d’Este Priora, una breve prefazione al Lettore Benevolo e l’imprimatur di Fr. Ioannes Baptista de Cassanis a Lugo Sac. Theol. Mag. & Inquisitor Regii. Ioseph Sogarius Vic. Gen. Ludovicus Folianus Iudex & c. Sogarius e Folianus (sono nomi di nobili famiglie reggiane). Infine inizia la Vita della Beata Gioanna Scopelli da Reggio Carmelitana.
Lo Spirito della Controriforma si trova nella prefazione al Lettore Benevolo, in cui traspare l’interesse alla persona vista nella sua unicità. Il Catechismo Tridentino, frutto della Controriforma, invitava infatti a considerare ogni persona per quello che era. Non era più il fedele a doversi elevare culturalmente per comprendere il messaggio cristiano, ma era la Chiesa a farsi piccola per entrare in ogni casa.
Così l’autore della vita della Scopelli invita il lettore a leggerla come “devoto e pio. Sappi che deve esser cibo dell’anima alle Vergini sue pari, non oggetto d’eloquenza alle menti più elevate”. Il libretto sulla vita della Scopelli inizia definendo Dio “Creatore Onnipotente” ed affermando che “la verità fu rivelata dallo Spirito Santo a san Paolo Apostolo scrivendo ai Romani, insegnata dai Santi Agostino, Gregorio Magno, san Tomaso Dottore Angelico, Riccardo di san Vittore, per non ricordarne altri, osservata e abbracciata… da veri servi e umili imitatrici, e spose di Gesù Cristo”. Poi però l’Autore riconosce che “oltre la fortezza, costanza, e fedeltà, che la virtù onnipotente diede al sesso più debole per mostrare a dispetto del mondo…le sue gloriose vittorie per mezzo delle Sante Vergini a lui consacrate, appare eroica risoluzione e sublime opera di Angelico spirito il ritiro di vergini pure nei Chiostri”. L’esaltazione della grazia divina viene accostata all’eroicità della virtù. La conclusione è che “da questi antecedenti infallibili e sinceri evidentemente si comprende il prudentissimo disegno e glorioso fine della nostra Beata Giovanna Scopelli Fondatrice del Monastero e istitutrice delle Sacre Vergini Carmelitane, dette le Bianche di Reggio, la cui vita si racconta semplicemente”.

Continua a leggere tutto il saggio di Daniele Rivolti su La Libertà dell’11 giugno

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