Cavalli di «Toni» e di «Saga»: relazione viva, arcaica, eterna

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Fino al 30 agosto una mostra di foto alla Casa Museo Ligabue

Domenica 5 giugno è stata inaugurata, a Gualtieri, presso la Casa Museo “Antonio Ligabue” (in via Giardino 27), la mostra fotografica di Ubaldo Gualtieri intitolata “I cavalli di Ligabue e i cavalli di «Saga» – Affinità e divergenze d’anime ed animali”, iniziativa realizzata in collaborazione con “Artando”. Si tratta della seconda di tre iniziative che la Casa Museo dedica ad altrettanti fotografi reggiani. All’inaugurazione della mostra, che resterà aperta fino al 30 agosto, hanno partecipato Giuseppe Caleffi, direttore della Casa Museo, il critico d’arte Angelo Leidi e Giovanni Lindo Ferretti, autore dell’opera equestre “Saga – Il canto dei monti”. Lo stesso Ferretti ha scritto questo testo a commento della mostra.

Nell’uomo è il limite tra natura e cultura. Il cavallo vive su questo limite da tempo immemorabile, vivesse altrove sarebbe estinto senza lasciare traccia.
È stata la rivoluzione industriale a determinare la scomparsa del cavallo dalla storia e mentre ne decretava l’inutilità gli rendeva omaggio nominando cavallo/vapore l’unità di misura di quella potenza meccanica che si apprestava a ridisegnare il mondo.
Non è successo di colpo, c’è voluto tempo per vedere scomparire i cavalli dalla quotidianità, dal paesaggio, dai miti, dalle visioni e dai dipinti. La vita di Ligabue si svolge in questo spazio di tempo.
Ligabue dipinge soprattutto animali e la sua pittura è la manifestazione, confusa quanto a coscienza, preziosa nella forma e vitale nella sostanza, quasi sempre dolorosa, di una compartecipazione, forse un destino, che all’origine dell’umanità si presentò come potere.

Leggi tutto l’articolo di Giovanni Lindo Ferretti su La Libertà dell’11 giugno

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