La danza è poesia

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Danzare non è semplicemente muovere a tempo il proprio corpo, no, la danza è molto, molto altro! Certamente il mantenere il ritmo e il sapersi muovere in sintonia con la musica o con un compagno è parte integrante del danzare, ma per chi ama davvero questa forma d’arte, sì perché si parla proprio di arte, la danza va oltre al movimento fine a se stesso. Nel danzare vengono messi in campo diversi aspetti più profondi e meno immediati: i danzatori si mettono a nudo, mostrando tutto il loro essere, senza risparmiarsi nemmeno per un istante, e nei loro movimenti, nei loro sguardi c’è un racconto favoloso che solo dei veri professionisti riescono a trasmettere anche solo in un istante. Dunque, vi starete chiedendo cosa c’entra la danza con la letteratura per l’infanzia?

Beh, la mia risposta è molto semplice… per me la danza è narrazione! La danza parla, anzi racconta… racconta storie, diverse, profonde e fatte di emozioni. Un corpo che danza è già di per sé un racconto dove il movimento e lo sguardo diventano lo strumento per narrare! In ogni gesto c’è l’individualità, la complessità e la diversità di chi danza ed è proprio lì che nasce la storia…

Il libro di cui voglio parlare in questo articolo vede la danza al centro del racconto. Il testo si intitola “Giulia D. ama danzare, danzare e danzare” di Birgitta Sif, edito da Valentina Edizioni e racconta la storia di una bambina di nome Giulia D. che ama moltissimo ballare. Giulia D. balla ovunque purché non ci sia nessuno che la guardi: balla a scuola, facendo muovere veloci le sue dita sul banco o dondolando i piedi, balla al parco al canto degli uccellini, insomma balla ovunque, però sempre in solitudine. Giulia è molto timida e in mezzo alla gente si sente all’improvviso copertinaimpacciata e incapace di muovere un passo perciò, non appena incontra qualcuno, smette di ballare. Un giorno, durante il suo danzare solitario, gli uccellini la guidano verso un’altra bambina seduta con gli occhi chiusi su una panchina. La bimba ha una radio tra le mani e canticchia una melodia meravigliosa, così Giulia D. si siede accanto a lei e iniziano a cantare insieme. La stessa sera Giulia D., una volta tornata a casa, ha la testa altrove: pensa continuamente a quella bambina, alla sua passione per la musica ed il canto e, soprattutto, a come fosse stato bello averla condivisa. Allora Giulia D. si domanda se anche lei sarebbe mai riuscita a condividere il suo amore per la danza con qualcuno. Così il mattino seguente si alza, prende coraggio e comincia a danzare con gli uccellini, con il gatto, con un cagnolino, con una vecchietta che passa di lì; infine incontra la bambina della panchina e questa volta è Giulia a insegnarle qualcosa: nel bel mezzo del parco, tra la gente che va e viene, Giulia e la sua nuova amica danzano libere. La protagonista riesce così finalmente a condividere la sua passione per la danza ed ora sì che è davvero felice!

Nella sua semplicità, questo testo va a toccare due temi molto importanti e profondi: il primo riguarda l’accettazione di sé, mentre il secondo è la nascita di una amicizia e di come questa può influenzare il nostro vissuto.

Essere se stessi non è sempre facile, spesso abbiamo paura del giudizio delle persone che ci circondano oppure semplicemente ci rendiamo conto che in un determinato contesto non sempre veniamo apprezzati per ciò che siamo! La storia di Giulia D. fa riflettere molto su questo argomento: l’accettare se stessi, con le proprie caratteristiche ed individualità e il riuscire a mostrarsi all’altro senza paure, alla fine vale veramente la pena, perché solo grazie ad una sicurezza interiore possiamo poi scoprire la bellezza dell’incontro con l’altro, ma soprattutto quanto sia piacevole farsi scoprire e condividere le singole individualità!

Questo testo offre una chiave di lettura profonda riguardo al tema amicizia: il saper accogliere l’altro per ciò che realmente è, senza emettere alcun giudizio anche se diverso da noi, il saper spronare e sostenere l’altro mostrandosi un forte e sicuro alleato per superare insieme le insicurezze, le paure e le difficoltà.

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Le illustrazioni sono davvero delicate e poetiche, quasi fossero disegni a pastello: i colori sono tenui e per nulla vivaci, accompagnati sempre da un sottotono romantico. Forte accento viene posto alle espressività e ai movimenti di Giulia D. che vanno a caratterizzare e identificare maggiormente il personaggio. Nel rappresentare la protagonista, l’illustratrice, nonché autrice del testo, ha dato un’interpretazione del personaggio fuori dal classico stereotipo: la bambina che ama tanto la danza non è vestita con il classico tutù di tulle rosa e perfettamente pettinata, anzi, Giulia D. indossa un vestito rosso che richiama una camicia e le lunghe trecce si muovono insieme e lei. Viene invece sottolineato l’amore che Giulia ha per la danza e come il danzare la faccia sentire a suo agio e in pace con se stessa: movimenti, sguardi ed espressioni vengono raffigurati in modo significativo dalle illustrazioni e richiamano un senso di pace, gioia e serenità durante il danzare!

Vorrei concludere con una citazione di Mata Hari, danzatrice e agente segreto olandese, che trovo molto significativa:“La danza è una poesia in cui ogni parola è un movimento.”

Per commentare la rubrica scriva a silviabolzoni@laliberta.info 

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