Misericordia e «scarti umani»

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Il morbo di Alzheimer e le demenze hanno un impatto sociale crescente

Nei prossimi 30-50 anni il mondo intero dovrà affrontare un problema di enormi dimensioni, in grado di sconvolgere tutte le società conosciute, ricche o povere che siano. Non saranno le ondate sempre più alte dei migranti, la crisi del petrolio, le guerre locali o il terrorismo fondamentalista a scardinare il nostro stile di vita, il welfare, la sanità, le pensioni. Sarà una malattia che incombe all’orizzonte dell’orologio biologico sempre più lungo di ognuno di noi: la demenza.
Non è una malattia psichiatrica. La demenza non è una malattia, ma un insieme di sintomi (sindrome) che possono presentarsi in associazione a diverse malattie. Tra di esse la malattia di Alzheimer è la più comune. è un disordine degenerativo devastante per la persona e per l’intera rete familiare e sociale. è una malattia cronica che porta alla progressiva perdita delle capacità funzionali fino alla totale non autosufficienza e al decesso. Non si registrano segnali di evoluzione positiva dalla letteratura (qualche speranza dai buoni risultati ottenuti nella cura delle malattie cerebrovascolari).
Attualmente nel mondo i malati di demenza sono 46,8 milioni e stime prudenti prevedono che nel 2050 saranno 131,5 milioni (nel 2012-2015 sono stati registrati 12 milioni di morti per tumore, 17 milioni di morti per infarto, 5 milioni di morti per diabete, 35 milioni di casi di Hiv, 3 milioni di casi di tubercolosi, 121 milioni di casi di depressione con oltre 850.000 suicidi). è una malattia della seconda parte della vita: 60-65 anni: 0,8%, 70-75 anni: 3,8%; 80-85 anni: 13,6%, 90-95 anni: 31,4%; oltre i 95 anni: 44,5%. Ha una lunga durata: in media 10 anni (3-20 anni). è progressivamente e severamente invalidante. Ha un costo economico molto elevato. Secondo il Rapporto Mondiale Alzheimer 2015 – ha affermato Gabriella Salvini Porro, presidente della Federazione Alzheimer Italia – ci sono attualmente in Italia 1.241.000 persone con demenza, che diventeranno 1.609.000 nel 2030 e 2.272.000 nel 2050. I nuovi casi nel 2015 sono 269.000 e i costi ammontano a 37,6 miliardi di euro. Molto elevato è anche il costo assistenziale. La famiglia è il principale sostegno per le persone colpite da demenza. In Italia circa 3.000.000 di familiari sono coinvolti nella assistenza ai pazienti (Alzheimer Europe Yearbook 2008).

Continua a leggere l’articolo di Ivano Argentini su La Libertà del 4 giugno

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