I nostri giovani: disagi e vizi sfuggenti, oltre le apparenze

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Operatori di strada a scuola: più consapevolezza

S iamo sicuri di conoscere i nostri figli? Gli insegnanti sanno chi sono realmente i loro studenti? I catechisti e i parroci hanno un’idea precisa di chi frequenta la parrocchia o l’oratorio?
Sono diverse le “agenzie educative” che si occupano appunto di educazione, formazione e problematiche giovanili. Alle tre citate sopra (famiglia, scuola, parrocchia) se ne aggiungono altre: operatori sociali, operatori di strada, società sportive e lo stesso gruppo di appartenenza del giovane. Quest’ultimo, spesso, stabilisce delle norme comportamentali ben precise, a cui ogni suo componente “deve” adeguarsi.
I problemi che vive un giovane talvolta emergono pian piano, altre volte esplodono improvvisamente, nel contesto familiare, o in quello scolastico, sportivo, amicale che sia, lasciando sgomenti gli adulti che “non si erano accorti del grave disagio” vissuto da una persona tanto vicina.
Ma gli adulti, genitori, docenti o che a vario titolo accostano le nuove generazioni nel percorso di crescita, sono consapevoli dei vecchi e dei nuovi rischi che investono il mondo giovanile?

Continua a leggere tutto l’articolo di Mario Colletti su La Libertà del 4 giugno

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