O il 3G o la vita

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Nel linguaggio comune, l’espressione che esprime il sacrificio massimo che possiamo compiere verso qualcuno è legato al privarsi di un rene, con le diverse accezioni del caso.

Questo perchè significa privarsi di qualcosa che ci appartiene intimamente per donarlo a qualcun altro permettendogli di tornare ad una vita socialmente produttiva.

È un atto quindi fortemente legato all’esistenza e alla possibilità di goderne in una certa tranquillità.

Bene, iniziate a cercare il numero di telefono per contattare l’Accademia della Crusca perché le cose stanno cambiando: non è più il rene infatti a consentire un sano proseguimento esistenziale, ma – udite udite- il 3G, conosciuto anche come “connessione dati” del cellulare.

Mi trovavo, fino a pochi giorni fa, nella becera ignoranza di questo principio di vita; “principio” come legge ma anche come origine. Provvidenzialmente i miei alunni mi hanno illuminata su ciò che conta davvero nell’esistenza umana.

Ero in una situazione di emergenza con, da una parte, la lezione preparata sulla base di un video, dall’altra il computer della classe intento in un inaspettato remember di Windows 95. Le due cose si sono presto rivelate incompatibili; non potendo rinunciare alla lezione, ma non riuscendo a far vedere il video ecco l’illuminazione fatale.

“Ragazzi! Fate dei gruppi da 3-4 persone e guardate il video direttamente da youtube!”

3g

Io che credevo di combinare miracolosamente l’incombinabile (chimica e youtube, la scuola e lo svago) sono stata investita da urla di protesta che non si sentivano più o meno dalla Rivoluzione Francese.

Odio e dolore si mescolavano nelle voci delle giovani menti: “Nooooooo!!! Il 3G nooooo!!”

Le tattiche per farmi desistere da questa assurda richiesta sono state varie. Chi ha cercato di bluffare “Prooof, non ho internet!” “Prof non ho il cellulare!”, chi ha invece provato un approccio più “contrattuale”: “Ma io quando mi sono iscritto a scuola non ho firmato per sprecare dei giga per questa roba qui!!!”.

Chi ha puntato sull’economia: “Prof ma questi giga mi servono per un altro meseee!”

Quanta ignoranza in me nel promuovere un tale affronto, ma ora so.

Ora la mia scala di valori è ordinata, e al primo posto nella top ten del sacrificio , al posto del famoso rene, c’é la connessione dati del cellulare.

E a ragion veduta: col rene mica puoi giocare a Clash Of Clans!!

Post scriptum:

Pochi giorni dopo questa ribellione di massa, incredibilmente un po’ di 3G è stato sacrificato volontariamente e con gioia: il motivo era irrinunciabile, abbiamo costruito un proiettore di ologrammi…in effetti, chi può resistere all’occasione di vedere una medusa galleggiare sul proprio cellulare?

Per chi volesse provare:

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