La festa che colora di primavera e solidarietà San Martino in Rio

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Antiochia: angolo di speranza ecumenica
Turchia: 70 milioni di abitanti di cui solo 150mila cristiani sparsi su tutto il territorio; 12 frati cappuccini, che tengono aperte 5 parrocchie, e due vescovi cappuccini a guida di due diocesi su tre della Chiesa locale. Sono dati per lo meno decisamente sproporzionati. Eppure loro, una età media di sessant’anni, non si scoraggiano. L’accoglienza semplice e gioiosa riservata al prossimo e la disponibilità al dialogo sono caratteristiche comuni di tutte le comunità turche animate dai frati.
Non possiamo dimenticare che, nel 1993, la Chiesa di Mersin diventa testimone e protagonista di un evento straordinario con la nomina e la consacrazione di padre Ruggero Franceschini, cappuccino parmense in Turchia, a vescovo del vicariato dell’Anatolia.
Antiochia, la città antica “regina d’Oriente”, ha ora circa duecentomila abitanti (1.500 cristiani di cui 70 cattolici). La chiesa cattolica è una tipica casa orientale, con cortili interni ombreggiati tutto l’anno da alberi di agrumi. In pietra bianca e legno sorge nel povero quartiere ebreo dove i primi discepoli di Cristo si riunivano per pregare e lì vennero soprannominati ebrei. Antiochia è meta di pellegrini che da molte nazioni giungono qui cercando le radici della loro fede.
Dal 1988 padre Domenico Bertogli ha iniziato la catechesi per adulti – sia cattolici che ortodossi – seguendo la modalità del cammino neocatecumenale e, attraverso questa scuola di fede, l’ecumenismo è diventato vita di tutti i giorni, fatto di solidarietà, di rispetto reciproco, di momenti di fede e di feste significative celebrate insieme.
Quest’anno in occasione della domenica delle Palme ad Antiochia 5 fratelli della seconda comunità neocatecumenale della parrocchia hanno dato la testimonianza, reditio, della loro fede. La seconda comunità è stata quindi unita alla prima per un totale di 15 fratelli, di cui 8 catechisti.

Leggi tutto l’articolo di Daniela Pavarini e Claudio Moscardini su La Libertà del 28 maggio

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