“Salviamo la maestra capitano!”

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Quando penso alla figura dell’insegnante, non ho bisogno di riflettere molto poiché immediatamente la mia mente va dritta dritta a due persone per me molto importanti: mia zia Leda e mia suocera Cristina. Purtroppo non si sono mai incontrate nè conosciute, ma sono sicura che il loro incontro sarebbe stato molto interessante. Entrambe insegnanti, in tempi storico-sociali differenti, simili, ma allo stesso tempo diverse in alcune sfaccettature, ma senza ombra di dubbio amanti e appassionate del loro lavoro fino all’ultimo giorno del loro servizio, entrambe severe, ma sempre disponibili all’ascolto e al dialogo con i loro alunni. Oggigiorno l’insegnante deve affrontare diverse sfide e quotidianamente si deve mettere in gioco come persona e come professionista per cercare di instaurare un rapporto di qualità con bambini, famiglie e colleghi, un rapporto basato in primis sul benessere comune.

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Il testo che vorrei presentare in questo articolo s’intitola “La maestra è un capitano”, libro che, a mio avviso, rende un po’ giustizia a questo mestiere a volte un po’ sottovalutato. L’autore di questo testo è Antonio Ferrara mentre l’illustratrice è la mitica Anna Laura Cantone; questa accoppiata mi ha subito colpita e incuriosita e deve ammettere che le mie aspettative sono state soddisfatte a pieno perché questo testo è davvero geniale!

“La maestra è un capitano” è il racconto in prima persona di una umanissima maestra che cerca coraggiosamente di non soccombere alla frenesia quotidiana che la vede correre tra impegni familiari e lavorativi da insegnante di scuola primaria: incurante delle epidemie d’influenza, la protagonista del testo cerca di non farsi schiacciare dagli impegni di una casa e di una famiglia da curare oltre che dai programmi scolastici che incombono come una spada di Damocle sulla sua testa. Una donna lavoratrice, dunque, che, nonostante tutte le difficoltà, cerca di non perdere l’entusiasmo per il proprio lavoro e il rispetto per i bambini della sua classe. Tra carta igienica che bisogna portarsi da casa, virus influenzali, bambini indiavolati e genitori ansiosi e iperprotettivi, questo libro ci offre la possibilità di gettare uno sguardo molto ironico ed affettuoso sulla vita di tutti i giorni di un’insegnante di oggi alle prese con le mille difficoltà quotidiane.

copertina

Dopo aver letto l’ultima pagina del libro e averlo chiuso, sono rimasta in silenzio e mi sono chiesta come mai Antonio Ferrara abbia voluto scrivere “La maestra è un capitano” e quale messaggio ha voluto mandare e a chi? La risposta credo si possa trovare nella volontà dell’autore di mostrare la complessità di questo mestiere spesso criticato e a volte un po’ sottovalutato. Una complessità fatta di responsabilità, fiducia, ricerca dell’altrui benessere, relazioni, impegno, disponibilità e tanto ascolto sia verso i piccoli che verso i grandi. Per questo la maestra è stata paragonata ad un capitano: infatti, il capitano ha un ruolo importante, è colui che guida e che è responsabile per gli altri, è colui che deve essere in grado di districarsi e muoversi tra le difficoltà e gli imprevisti senza mai mollare, proprio come una maestra: un faro educativo nel mare tempestoso della vita.

Il testo è davvero particolare anche nella scelta stilistica: si presenta proprio come se fosse un piccolo quaderno a righe e anche la carta ricorda quella di un quaderno di scuola. Alcune parole sono scritte in grassetto e sono di dimensioni più grandi rispetto al resto del testo. La copertina è davvero particolare poiché è realizzata con carta ecologica e, una volta tolta, si trasforma in un poster nel quale viene raffigurata la maestra protagonista del testo a cavallo di un simpatico levriero, proprio come se fosse un capitano! Essendo la storia raccontata in prima persona, sembra quasi, sfogliando il testo, di avere tra le mani un quaderno di appunti della maestra stessa, una sorta di taccuino o diario nel quale la donna scriveva le proprie impressioni quotidiane.

Il racconto di Antonio Ferrara si incontra e si intreccia perfettamente con le illustrazioni divertentissime e originali di Anna Laura Cantone: i suoi personaggi sono caratterizzati da occhi rotondi e avvicinati tra loro, nasi lunghi ed enormi, le sue illustrazioni si distinguono per l’uso di colori brillanti e per la presenza di inserti materici che vanno a completare le illustrazioni, dando così una nota più reale. Nelle sue immagini c’è una forte componente ironica e si può percepire un senso di gioia e la voglia di inventare personaggi con caratteristiche divertenti e fresche, il tutto con armonia ed equilibrio, per stupire il lettore e invogliarlo alla scoperta della storia.

Per commentare la rubrica scriva a silviabolzoni@laliberta.info 

Pubblicato in Raccontami una storia