Tilde Manzotti, desiderio infinito di amare Dio

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La Messa del 12 maggio in Sant’Agostino a Reggio, nella chiesa dove la Serva di Dio ricevette la prima Comunione

Giovedì 12 maggio durante la Messa vespertina celebrata nella chiesa parrocchiale di Sant’Agostino (foto 2), in città, si è fatta memoria della Serva di Dio reggiana Tilde Manzotti (Reggio Emilia, 28 maggio 1915-Paterno di Pelago, provincia di Firenze, 3 ottobre 1939, foto 1). Proprio in questa chiesa Tilde ricevette la prima Comunione. Presiedeva l’Eucarestia don Alessandro Andreini della Comunità di San Leolino, affiancato dal parroco don Guido Mortari e da don Cesare Frignani, mentre un giovane della Fuci di Arezzo accompagnava con il violino i canti.
L’iniziativa si svolge da alcuni anni su impulso degli “Amici di Tilde”, un piccolo gruppo coordinato da Fabiana Guerra, dell’Ordo virginum diocesano.
Fin da bambina Tilde manifestò una viva intelligenza ed una grande passione per lo studio, soprattutto per la letteratura. Ma già all’età di quindici anni, la sua vita fu sconvolta dai primi sintomi della tubercolosi polmonare. Più volte fu costretta a interrompere la vita familiare e gli studi, per allontanarsi e trascorrere lunghi periodi in vari sanatori.
L’alternarsi tra speranza e disperazione di guarire e la sopportazione quotidiana del dolore fisico misero a dura prova la fede di Tilde. Nel novembre del 1937 la famiglia Manzotti si trasferì a Firenze e Tilde si iscrisse nuovamente a Magistero e poi alla Fuci; in questo modo ebbe il primo contatto con l’Ordine Domenicano, che sarà determinante nella sua evoluzione spirituale e che la porterà a diventare terziaria domenicana.

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