Pellegrini da una all’altra chiesa della Riconciliazione

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SASSUOLO: i due punti di riferimento della fede nella Valle del Secchia individuati per il cammino dell’unità pastorale Madonna del Carmelo

In ogni tempo e presso tutte le civiltà il viaggiare ha affascinato l’uomo perché simbolizza la sua condizione umana di “viandante” (homo viator); d’altra parte il pellegrinaggio ha sempre occupato un ruolo fondamentale nella vita di fede dei credenti (non solo cristiani) come viaggio verso luoghi “santi” in cui confessare la fede, aprirsi alla speranza, fortificarsi nella carità.
Partire
Beato chi trova in te la sua forza e decide nel suo cuore il santo viaggio (Salmo 83). Le magnifiche 4 dell’unità pastorale sassolese Madonna del Carmelo – La Consolata, Rometta, San Michele e Pigneto – che hanno affidato il loro cammino di comunione alla mediazione di Maria, da tempo avevano programmato, appunto per il primo maggio, un pellegrinaggio comunitario “della Misericordia” tra le due chiese vicariali della Riconciliazione: San Giorgio-Sassuolo e il santuario della Madonna di Campiano–Castellarano.
San Giorgio (unità pastorale Sassuolo Centro), storico Duomo della città, “matrice” di più d’una parrocchia periferica, nevralgico riferimento della vita di fede e della devozione religiosa per chi viene da fuori, era il luogo deputato al ritrovo e alla celebrazione della prima tappa del percorso.
Nonostante le catastrofiche previsioni della vigilia, il freddo e i nuvoloni grigi, domenica alle 14.30 il popolo Madonna del Carmelo ha cominciato ad affluire all’antica chiesa gentilmente concessa in uso dal parroco don Giovanni Rossi.
Tra i 20 mesi di Ceci, la più giovane , e gli 82 anni di Faustino, il più “maturo”, ci stavano circa 170 persone di età varia, attrezzate di ombrelli, piumini e k-way, zaini appesantiti da scarpe di ricambio e cuori sovraccarichi di indomita speranza nella misericordia del Padre anche in ambito meteorologico!
Il previsto camion scoperto con tanto di strumentazione e musicisti dell’animazione liturgica era sostituito da un furgone coperto e gli Scout della Consolata garantivano, con la loro esperienza nel ramo, una rassicurante gestione della logistica.
I quattro momenti di Liturgia della Parola (corrispondenti alle quattro tappe del percorso) erano collegati ad alcuni dei temi fondanti della “Misericordiae Vultus” (la Bolla di indizione del Giubileo straordinario)ed animati ciascuno da una delle 4 parrocchie: Tappa della Misericordia (La Consolata); Tappa del Perdono (Rometta); Tappa del Servizio (Pigneto); Tappa di Maria Regina della Pace (San Michele)… Usciti sul sagrato di San Giorgio sulle ultime note di Risorto sei Tu, eccoci in marcia per le vie del centro storico : donne, uomini, bambini, una sorta di popolo dell’Esodo; alla testa dei pellegrini, accanto ad un immancabile gonfalone mariano, il parroco don Marco Ferrari, simile ad un novello Mosè.

Continua a leggere tutto l’articolo di Pellegrina Pinelli su La Libertà del 14 maggio

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