La lavanda musicale

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Mentre le rotative stampano questa edizione, in Cattedrale si sarà appena concluso il Giubileo degli operatori della carità e degli animatori della liturgia, nel giorno esatto in cui, vent’anni fa, moriva improvvisamente don Luigi Guglielmi. Ho accostato don Gigi poche volte, per cui non voglio tratteggiare ricordi personali. Ma desidero riferire, perché edificante, il ritratto che ce ne hanno consegnato i suoi continuatori, sabato 7 maggio. Quel pomeriggio, per l’ultima volta in Seminario, si sono vissute la celebrazione e la festa di fine anno scolastico dell’Istituto diocesano di Musica e Liturgica, che a don Luigi Guglielmi è intitolato.
Il momento liturgico nella cripta è stato presieduto da don Giordano Goccini (foto), che si è subito compiaciuto del fatto che tanti bambini e ragazzi si fossero riuniti per dare lode al Signore con il canto. E poi ha sbriciolato per i più piccoli il tema “Io sto in mezzo a voi come colui che serve”. Nella Chiesa che si fa serva, in ciascuno di noi ogni volta che sa piegarsi con misericordia su chi è ferito, c’è il punto di congiunzione tra il Cielo e la Terra, ha detto. E a rendere ancora più eloquente il messaggio, i docenti dell’Istituto – nessuno escluso – durante il canto “Ubi Caritas” hanno compiuto la lavanda dei piedi a diversi allievi. Il gesto tramandato da Gesù, che si è soliti osservare nella Messa del Giovedì Santo, è stato replicato tra docente e discente. Da lì, ho pensato, è già uscito un bel ritratto di don Gigi anche per questi ragazzi che, per evidenti ragioni anagrafiche, non hanno potuto incrociarlo in questa vita. Si insegna servendo.

Leggi tutto l’editoriale di Edoardo Tincani su La Libertà del 14 maggio

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