Correggio fa memoria di Valter Incerti Vecchi

Stampa articolo Stampa articolo

Grazie al suo lascito, donazione al San Sebastiano

Sono trascorsi dieci anni, dal 10 di maggio del 2006, quando il nostro carissimo amico Valter ci ha lasciato per entrare nell’eterna gioia del Padre; ma la sua memoria è più che mai viva nel nostro cuore per i magnifici doni di umanità e spiritualità che sono ancora presenti tra noi.
Quando egli si è reso conto di essere affetto da un male incurabile, ha accettato con docilità e in piena consapevolezza l’idea della sua fine imminente. Anzi, su questa nuova realtà, Valter era molto concentrato: l’aveva accolta nel profondo dell’anima ed aveva raggiunto un mirabile equilibrio interiore di serenità, di dialogo e di fiducioso abbandono, come dicesse: “Se Dio mi chiamerà, ubbidirò” (da una lettera del beato Pier Giorgio Frassati). Non si è mai notato in lui l’angoscia o il terrore della morte; ma solo il desiderio, espresso sommessamente com’era nel suo stile, di non essere lasciato solo: e gli amici e i parenti facevano a gara per essergli vicino, persino con il rischio di stancarlo.
Per molti anni, come vicepresidente del nostro Circolo culturale ‘Pier Giorgio Frassati’, Valter è stato la sicura roccia sulla quale abbiamo sempre potuto contare per mantenere fede ad una linea di scelte che esprimessero un’onestà culturale limpida ed appassionata. La sua particolare attenzione verso la Chiesa lo rendeva oltremodo partecipe delle sofferenze e delle contraddizioni che essa sempre attraversa, da lui analizzate con lucidità e umile sincerità. Il nostro amico ha vissuto realmente l’unità, la cattolicità e l’amore alla sua Chiesa. Per questo, come Pier Giorgio, era giustamente e dolcemente “intransigente”, non con un’azione rumorosa ed esibizionista, ma con la serena forza delle sue ragioni.

Leggi tutto l’articolo di Nanda Salsi su La Libertà del 7 maggio

Abbonati online al nostro giornale

Valter Incerti Vecchi

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura Taggato con: , ,