Nuove norme per la caccia

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Fronte comune delle Aziende Faunistico Venatorie e Turistico Venatorie reggiane (una ventina nella nostra provincia) per la richiesta di modifiche alle normative regionali sulla caccia.

“Siamo di fronte – sottolinea Miles Barbieri, consigliere e referente per il coordinamento delle aziende faunistiche provinciali aderenti alla Confcooperative e direttore delle aziende faunistiche “Sant’Ilario” e “Le Varane” – ad una serie di paradossi, a partire da un  eccesso di burocrazia che colpisce proprio le aziende in cui la caccia è autogestita e regolamentata ed avviene con il consenso dei proprietari dei terreni, mentre in altri terreni di caccia sussistono meno vincoli, incluso il fatto che in questi ambiti non è chiesto alcun assenso ai proprietari e ai conduttori dei fondi, che in tal modo sono esposti al rischio di danni a fronte dei quali non esistono rimborsi “.

MILES-BARBIERI

Miles Barbieri

 

“La Aziende Faunistico e Turistico Venatorie – prosegue Barbieri – rappresentano, al contrario, una risorsa, perchè non solo sono oggetto di severe regolamentazioni sul ripopolamento della fauna, sulla quantità e sul tipo di selvaggina da immettere e oggetto di caccia, ma  anche per la relazione di collaborazione che hanno con i proprietari dei terreni, ai quali è riconosciuto anche un compenso per la loro disponibilità e non solo il risarcimento di eventuali danni”.

Tra le richieste delle AFV alla Regione spiccano, tra l’altro, la possibilità di estendere questi territori di caccia regolamentata (“c’è una sproporzione enorme – dice al proposito Barbieri – tra queste aree e le altre superfici di caccia, anche alla luce del fatto che i cacciatori in vent’anni si sono ridotti di due terzi”), nuove norme sulla tracciabilità della selvaggina e sulla destinazione delle carni e la presenza di un esponente di queste imprese nella Consulta regionale sulla caccia che fa capo all’assessorato all’Agricoltura.

“Le nostre aziende – osserva Barbieri – creano lavoro e sono le prime a preoccuparsi della salvaguardia del territorio e della fauna, proprio perchè nelle nostre aziende si effettua un prelievo sostenibile e controllato della fauna;  le proprietà e il lavoro degli agricoltori sono rispettate nella loro integrità”. “Per questo – conclude l’esponente del raggruppamento delle Aziende Faunistiche e Turistico venatorie – chiediamo riforme che salvaguardino meglio il nostro ruolo di imprese, snelliscano le procedure (ad esempio quelle per il rinnovo delle autorizzazioni) e, complessivamente, concorrano a creare condizioni di miglior governo delle attività di caccia nel nostro territorio”.

 

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