La montagna unita per il Sant’Anna

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Quando la montagna si muove unita lascia il segno. Lo si è visto lo scorso 26 aprile, al teatro Bismantova di Castelnovo Monti, dove la Merulo Big Band ha tenuto un concerto a sostegno dell’ospedale Sant’Anna, e in particolare del reparto di ostetricia, che ha fatto il tutto esaurito e che ha visto schierarsi insieme, a difesa e salvaguardia di questo punto di riferimento fondamentale per l’Appennino, il Comitato Salviamo Le Cicogne con tutte le associazioni di volontariato e sportive della montagna e l’amministrazione comunale.

Ad aprire la serata l’attrice e regista Francesca Bianchi, con un ironico sketch su una neonata e ostetricia, poi il palco è stato pervaso dalle avvolgenti note e sonorità jazz di una maestosa e sempre emozionante Merulo Big Band, diretta magistralmente dal maestro Giovanni Picciati e arricchita dalle calde voci di Marilena La Grotteria, Davide Torlai, Veronica Vezzosi, Arianna Pellati, Letizia Spadaccini e Giacomo Corradi, che si sono alternati in assoli e duetti.

A circa metà concerto gli organizzatori e il sindaco Enrico Bini, con interventi brevi ma intensi, hanno voluto spiegare il significato dell’iniziativa.

Ha aperto i discorsi ufficiali Maria (Mariola) Gabriella Piazzi, ideatrice del progetto Nautilus che già in passato ha permesso la donazione di diversi strumenti all’ospedale montano, in memoria della sorella Silvia: “Questa band ha la stessa forza ed energia che ci stiamo mettendo per continuare il progetto Nautius, che prevede, quest’anno, l’acquisto di un elettrocardiografo neonatale. Si è costituita una squadra che ha riunito attorno a sé quasi tutte le associazioni della montagna per lavorare per il nostro ospedale che dobbiamo cercare di difendere. Tutte hanno risposto. Ripensando all’onorevole Pasquale Marconi, il fondatore dell’ospedale, e al dott. Evangelino Livierato, che era partito per andare a Firenze per comperare un elettrocardiografo, anche noi vogliamo contribuire a scrivere una bella pagina della favola che è il nostro ospedale”.

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Ha poi preso la parola Walter Romagnani, presidente dell’associazione Vogliamo La Luna: “Questo evento nasce da un lavoro di sinergia tra varie onlus, associazioni sportive e culturali di tutto il territorio della montagna, che hanno deciso di affiancare le Cicogne in un progetto riguardante il Sant’Anna e, in particolare, il punto nascite. Questa unione non ha colore, non sventola nessuna bandiera di appartenenza. L’obiettivo è sensibilizzare e tenere alta l’attenzione tra la popolazione del territorio, con particolare riferimento ai giovani degli Istituti Superiori. Il progetto prevede, infatti, un intervento nelle classi, affinché ragazzi e ragazze vengano sensibilizzati al problema e siano partecipi del problema stesso. Il Sant’Anna per noi è come un puzzle, che risulta bello, efficiente e sicuro se completo in ogni suo pezzo. Ora sta a noi e tutti voi montanari il compito di ottenere tutto questo”.

Nadia Vassallo, del Comitato Salviamo Le Cicogne, ha ricordato il difficile percorso iniziato lo scorso anno. “Abbiamo avuto tante discussioni e critiche – ha sottolineato –, però la vicinanza della popolazione della montagna è sempre stata certa. Abbiamo raccolto 10 mila firme, tra cartaceo e on-line, a disposizione della difesa del punto nascite in cui crediamo particolarmente. Riuscire ad arrivare fin qui stasera con tutte le associazioni al nostro fianco è il coronamento di un piccolo progetto partito da una decina di mamme a febbraio dello scorso anno. Siamo felicissime di essere qui ad aiutare l’amministrazione e il nostro sindaco a portare avanti questa battaglia in Provincia, Regione e davanti al Ministero. Solo uniti insieme possiamo vincere questa battaglia”.

Il dottor Ermanno Briglia ha poi delineato la funzionalità dello strumento: “Viene usato nell’ambito delle rianimazioni neonatali – ha precisato –, per avere immediatamente la traccia elettrocardiografica del neonato. Quando nasce un neonato asfittico, si applica subito alla nascita e abbiamo immediatamente il battito cardiaco, e quindi l’applicazione della rianimazione neonatale”.

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Anche il sindaco Enrico Bini è salito sul palco, soddisfatto del teatro pieno e dell’impegno di tante associazioni. “Vorrei ricordare un altro medico – ha esordito il primo cittadino –, Giuseppe Battistessa, che ha continuato l’avventura dell’ospedale rendendolo pubblico. Noi dobbiamo continuare questo lavoro. Per la prima volta siamo qui riuniti tutti assieme, tutte le associazioni, tutte le forze politiche, tutti i sindaci, tutti assieme per fare questa battaglia per qualcosa che ci appartiene, con due obiettivi: partendo dal punto nascita, che dobbiamo risolvere politicamente e chiedere una deroga al Ministero, che è più complicato, e consolidare l’ospedale. Dobbiamo continuare questo lavoro tutti assieme, senza divisioni. Questi mesi sono serviti a coronare questo risultato, che stiamo piano piano raggiungendo. Voglio essere pratico e dire le cose come stanno. Abbiamo fatto un incontro con l’assessore regionale, che ci ha chiesto di fare un progetto. La Regione vuole investire, non tagliare. Abbiamo messo insieme una serie di professionisti, coordinati dal dott. Tirelli, che stanno concludendo un documento che sarà la traccia che porterà a un confronto in Provincia e in Regione, per chiedere la deroga per il punto nascita, la cosa più difficile, su cui non volgiamo mollare: è fondamentale per far sì che i giovani della montagna restino qua e non vadano via. L’altro aspetto sono gli altri reparti. C’è una sensibilità diversa, cambiata anche dall’azienda di Reggio, Nicolini e Sonia Gualtieri, ci si sta impegnando per far arrivare nuove persone e stabilizzare un po’ tutti i reparti. Con una risposta come quella di stasera, l’impegno e il lavoro delle associazioni, ce la faremo”.

Sono spettati a Gianni Grisanti, presidente della Fondazione Don Zanni, i ringraziamenti finali. Grisanti ha menzionato gli sponsor della serata e ha aggiunto che “forse qualche associazione, nella fretta, è stata dimenticata, ma non era voluto. Vogliamo davvero che attorno al nostro ospedale ci siano tutte le associazioni, sono tante e costituiscono un valore straordinario per la montagna”.

Molto positivi i commenti dei politici e di tutti i cittadini presenti all’evento. “È una serata molto importante – ha sottolineato Yuri Torri (Sel) –, che unisce tante forze a favore di una risorsa fondamentale per la montagna, l’ospedale, e il punto nascite. Ci tenevo a partecipare per dare il mio contributo e aiutare le associazioni e i cittadini in questo percorso”. “Una bellissima serata – ha commentato anche Sonia Masini, ex-presidente della Provincia –, che ha unito un comprensorio che deve difendere non solo l’ospedale, che deve essere sempre più qualificato e collegato al Santa Maria, ma tutti i servizi sanitari e sociali”.

Giovanni Teneggi, direttore Confcooperative, ha ribadito l’importanza della serata: “La prima in cui un gruppo così numeroso di associazioni si riunisce per salvaguardare, insieme al sindaco, un servizio così importante come l’ospedale. Inizia un cammino”.

“È un fatto straordinario – ha aggiunto Clementina Santi, associazione Scrittori Reggiani – dimostra che la solidarietà non ha confini. La montagna in questo è brava, soprattutto nei momenti di difficoltà, bisogna metterla alla prova”.

“È una serata splendida – ha affermato Romeo Ferrari, associazione Il Cuore della Montagna – , sono state dette cose meravigliose anche da parte del sindaco. Speriamo di portare a termine tutto quello che cerchiamo di fare”.

Presente anche l’ex-direttore dell’Istituto musicale Merulo e noto fisarmonicista Paolo Gandolfi. “Trovo che sia una cosa fantastica – ha affermato –, io ho vissuto un’esperienza straordinaria in questo territorio e al Merulo, con dei musicisti straordinari. Credo che la musica sia una scienza della comunicazione e dei sentimenti, sono qua per questo”.

La serata è terminata con il taglio di una meravigliosa torta dedicata al Sant’Anna e al punto nascite, realizzata dalla cake designer castelnovese Antonella Ducoli.

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