Consapevolezza e solidarietà

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Quando la Chiesa ci incoraggia alla generosità del cuore non è solo per se stessa, ma per un bene più grande, invitando ad aprire gli occhi sugli orizzonti vasti della solidarietà consapevole. Anche il sostegno ai sacerdoti e alle opere di carità della Chiesa fa parte di una visione aperta e fraterna della vita. Ciò non implica immediatamente un’elemosina, ma un gesto di coscienza ecclesiale e civile, teso a sovvenire le esigenze multiformi di chi ha bisogno di un pane, di un vestito, di un atto di bene gratuito.
In tale prospettiva i cristiani del nostro Paese sono chiamati ad una conversione del cuore verso la Chiesa, attraverso il decisivo e concreto supporto di persone “buone” e di comunità “solidali”. Senza questa sensibilità non sarà possibile sostenere l’impegno di tanti preti che dedicano se stessi al prossimo, investendo il meglio delle proprie energie personali.
A stimolare i fedeli alla generosità forse non gioverà tanto un pure gratificante riconoscimento dell’ammirevole disponibilità dei sacerdoti nelle parrocchie e nelle opere caritative diffuse nei territori, ma quel profondo senso di effettiva partecipazione segno di vicinanza cordiale alle persone e alle diverse e molteplici opere della Chiesa.
D’altra parte, se non è difficile constatare l’indubbia presenza della Chiesa nel mondo della carità, forse è più problematico intravedere una gentile benevolenza verso la Chiesa. Così viene spontaneo l’invito ad osservare come al “cuore grande” della Chiesa possa corrispondere il “cuore grande” dei fedeli. Al riguardo non mancano meravigliose esemplarità che suscitano ammirazione e commozione.

Leggi tutto l’articolo a firma di Carlo Mazza, vescovo di Fidenza, su La Libertà del 30 aprile

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