Stupore e applausi per il musical-meditazione su Madre Teresa

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Andato in scena a Sassuolo con la partecipazione straordinaria della Scuola di Balletto Classico e le coreografie di Liliana Cosi

La chiesa sassolese di San Giovanni Neumann al Parco, per le sue caratteristiche architettoniche, ben si presta a rappresentazioni sacre. L’aula dell’assemblea, costruita ed arredata con i banchi ad anfiteatro, consente, da ogni punto, una perfetta visibilità dell’ampio presbiterio, situato ad un livello più basso. Nel caso specifico l’allestimento scenico era dei più semplici; il presbiterio, sovrastato da un gigantesco volto di Gesù coronato di spine e di sofferenza (Cristo alla colonna, di Antonello da Messina), abitato da pochi accenni di povere baracche, si è fatto palcoscenico del lavoro instancabile di Madre Teresa tra le vittime della povertà di Calcutta e, gradualmente, si è fatto palcoscenico della vita e dell’umanità sofferente, ammalata, avvilita e rifiutata di ieri, di oggi e di sempre.
Su quel palcoscenico hanno preso dimora improvvisata e si aggiravano lebbrosi, drogati, storpi, bambini abbandonati, persone angosciate e travagliate da pene e rimorsi, mamme in preghiera, mendicanti infreddoliti che si coprivano al sopraggiungere della notte; madri disperate che abortendo riducevano la vita dei figli ad un giocattolo rotto… Madre Teresa e le sorelle in sari bianco a righe azzurre, o i collaboratori laici, si aggiravano ad alleviare dolori, a portare conforto, a saziare la sete d’amore delle anime espressa da Gesù sulla Croce; e Gesù passava, povero tra i poveri, a volte nemmeno visto, con la croce stretta tra le braccia, riconosciuto da Madre Teresa, che ogni tanto lo sostituiva nell’abbracciare la croce, verso il Calvario, con la certezza della Resurrezione. Non usavano parole gli attori (lo spettacolo “Madre Teresa – Matita di Dio” nasce dalla collaborazione tra le “Voci dal Cortile” di Villalunga e “Nuovi Orizzonti” di Sassuolo: la raccolta fondi era destinata alla “Cittadella Cielo” di Frosinone): solamente gestualità ed espressioni del viso, di una intensità sorprendente, perfettamente sincronizzate con le parole delle voci fuori campo che narravano eventi, percorsi di vita, pensieri, parole e opere di Madre Teresa.

Continua a leggere l’articolo di Pellegrina Pinelli su La Libertà del 23 aprile

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Foto di Sandro Guidelli

 

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