“Niente”, spettacolo per giubileo dei ragazzi con Papa Francesco

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Una rappresentazione per riflettere sulle domande di senso: “Niente”, lo spettacolo organizzato per i ragazzi che partecipano al Giubileo dei ragazzi il prossimo aprile vuole essere uno strumento per suscitare interrogativi, per smuovere percezioni assopite, per pensare a noi.

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Alejandro Niente

Facile la trama. Pierre Anthon, contemporaneo “Barone Rampante”, si rifugia su un susino, sbandierando al mondo una unica grande certezza, che suona come una vera e propria provocazione per tutti i suoi compagni, che attoniti, assistono a questa ascesa. Come spiegare al ragazzo che qualcosa, nella loro vita di giovani, ha senso di essere vissuto? Un lungo e travagliato percorso porta i ragazzi a lavorare insieme, ad affiatarsi, a fare rinunce e anche a compiere gesti dettati dall’esasperazione per questa causa. La risposta giusta alla domanda era facile e a portata di mano, l’esperienza però ha portato alla conoscenza e alla consapevolezza.

A mettere in scena la vicenda saranno i giovani di alcuni oratori della città, direttamente coinvolti e interrogati dal testo, perché in continuo dialogo con esso: i dubbi di Pierre Anthon su cosa abbia senso, sono i loro stessi dubbi, le risposte che i protagonisti non trovano, sono gli spunti per chi recita per una riflessione su di sé. E inoltre il linguaggio usato dai ragazzi è quello che parla ai giovani, perché nasce dalle grandi passioni, è frutto di una espressività quasi segreta perché si apre al mondo dei teen mentre si preclude al mondo “dei grandi”, che, dentro e fuori dal testo, non sono in grado di capire. Parkour, Hip hop, street art si inseriscono come pillole in un testo già ricco e denso di significati, aggiunge un tono di proibito ma anche di magicamente affascinante, se intese come espressioni d’arte frutto della manifestazione dei propri talenti.

Un palcoscenico che nasce prima di tutto come esperienza per raccontarsi per oltre 50 ragazzi della nostra diocesi, che solitamente lavorano in gruppi e all’interno agli oratori, e che per l’occasione si riuniscono creando un richiamo, anche simbolico, all’esperienza del gruppo di ragazzi della classe 7A della scuola di Pierre Anthon. Ogni gruppo, quello della Lampada di Aladino della Rosta in città, quello dell’oratorio Don Bosco di via Adua, quello dell’unita pastorale Madonna della neve, apporta un contributo unico e speciale alla creazione di uno spettacolo che è messaggio di speranza, motivo di incoraggiamento, occasione di motivazione per chi assiste allo spettacolo ma anche per chi lo interpreta.

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Il racconto delle vicissitudini di Pierre Anthon  e dei suoi compagni di classe si chiude con una danza di gioia per le risposte trovate, nella realtà di chi assiste le domande sono ancora tutte da fare, e sono quelle che nascono a posteriori, ciò che ci si porta a casa dopo avere partecipato allo spettacolo. “Niente” nasce non per dare risposte, ma per fomentare interrogativi, e vuole essere una traccia di lavoro, uno spunto  per un percorso da effettuare nei singoli gruppi parrocchiali. Materiale da sviscerare, offre molteplici livelli di confronto, che solo nella rielaborazione trovano la loro vera realizzazione e l’orizzonte di quel senso che caratterizza e rende unico l’intera vicenda.

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