Consegna intermittente: speranze mal POSTE

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Constatare lo scadimento del recapito di Poste Italiane è avvilente: ora in gran parte dei nostri comuni la corrispondenza viene consegnata 5 giorni su 14. Una settimana il postino suona (se va bene) il martedì e il giovedì e quella dopo il lunedì, il mercoledì e il venerdì. E così via, con peggioramento della qualità per gli utenti e impennata delle quantità in giacenza. Se ne parliamo è perché in mezzo a lettere e bollette viaggia anche La Libertà.

E infatti diversi dei nostri abbonati hanno iniziato a telefonarci per domandare come mai il giornale arrivi in ritardo o a volte non arrivi proprio.PRIMAPAGINA_LaLiberta_20160423
La risposta è in questa sciagurata scelta di distribuzione intermittente che ovviamente il top management di Poste Italiane S.p.A. “vende” come progresso, come del resto è stata chiara a tutti la bellezza di veder chiudere tanti sportelli sul territorio e di osservare le filiali rimaste scimmiottare banche e cartolerie svilendo il servizio tradizionale della posta.
In teoria il piano nel nostro Paese avrebbe dovuto riguardare 15 milioni di cittadini e i comuni con meno di 30mila abitanti e una densità minore di 200 abitanti per chilometro quadrato. In pratica siamo già al caos, come nelle migliori storie all’italiana.
Proprio per questo, dubitiamo dell’efficacia di questa presa di posizione ma ci corre ugualmente l’obbligo di esprimerla. In primis, per riguardo ai nostri lettori. Sappiamo benissimo che molti aspettano La Libertà fin dal giovedì, il giorno di uscita, sia per leggere articoli freschi che per conoscere in tempo gli appuntamenti del fine settimana, sempre abbondanti grazie alla vitalità della nostra Chiesa.
Chi non vede arrivare il nostro giornale il giovedì, fino a ieri confidava, quasi sempre con soddisfazione, di poterlo ricevere il venerdì. Ma oggi anche questa certezza entra in crisi, perché se il periodico non è consegnato tempestivamente il giovedì o il venerdì (a seconda della settimana), salta al lunedì o martedì dopo.
È fondamentale che il pubblico conosca questo stato di cose, per manifestare a sua volta il suo malcontento. Lo scrupolo con cui tutti, in redazione e in amministrazione, si cerca ogni settimana di fare il nostro lavoro, rischia di essere vanificato da un’improvvida e unilaterale azione di spending review di Poste Italiane (mascherata da gioioso abbraccio alla digitalizzazione dei servizi), in sprezzo all’attenzione dovuta al territorio.

Una situazione poco chiara e penalizzante per i cittadini. Denunciandola, uniamo la voce rammaricata de La Libertà a quella delle altre testate della nostra Federazione Italiana Settimanali Cattolici, che ha appena festeggiato il suo 50° compleanno insieme a papa Francesco. Chissà che a forza di “testate” non si apra una breccia nel nuovo dogma di Poste Italiane in fatto di recapito. Nel frattempo portiamo pazienza e vigiliamo: le segnalazioni dei lettori (magari, visti i tempi, meglio se fatte per telefono, di persona o via e-mail…) ci saranno sempre gradite per continuare a curare la nostra parte del servizio informativo.

Edoardo Tincani

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