«Giusto e misericordioso»: padre Rossi traccia l’identikit dell’Amore

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La sera dell’8 aprile il segretario dei Figli dell’Amore Misericordioso di Collevalenza ha proposto una riflessione sui temi centrali di questo Anno straordinario della Misericordia

C’erano persone provenienti anche da Mantova e Verona, la sera di venerdì 8 aprile, nella sala conferenze della Basilica della Ghiara, per partecipare alla catechesi di padre Gabriele Rossi, segretario dei Figli dell’Amore Misericordioso di Collevalenza e grande studioso della Beata Madre Speranza di Gesù, fondatrice della Congregazione.
Il teologo e missionario (è stato per sette anni in Bolivia) ha guidato un incontro di riflessione e condivisione sull’Anno Santo straordinario, partendo dalla definizione “Dio è amore” offerta dall’apostolo Giovanni nel suo vangelo e nelle lettere.
Una definizione completa del mistero di Dio, talmente sintetica che abbiamo bisogno di “scomporla” per coglierne tutte le sfumature e le caratteristiche interne. Così il sacerdote ha elencato una lunga serie di coppie di aggettivi che qualificano questo Amore come creativo e provvidente, paterno e materno, sponsale e amicale, gratuito e fedele, giusto ed esigente, paziente e misericordioso, crocifisso e regale, redentivo e santificante.
Poi si è soffermato su alcuni di questi aspetti, accentuando in particolare quelli che meglio dicono la Misericordia del Padre.
Ecco che in Dio troviamo sia la forza e il senso di responsabilità della figura paterna sia la tenerezza e l’attaccamento viscerale della figura materna. Il relatore ha citato, in proposito, uno scritto della Beata Madre Speranza: “Il buon Gesù mi diceva che io devo fare in modo che tutti gli uomini Lo conoscano non come un Padre offeso per le ingratitudini dei suoi figli ma come un Padre pieno di bontà che cerca con tutti i mezzi di confortare, aiutare e rendere felici i suoi figli e che li segue e li cerca con un amore instancabile come se Lui non potesse essere felice senza di loro”.
“Proprio per il fatto di essere un padre fedele e premuroso il Signore rivolge il suo amore a tutti e a ciascuno in maniera uguale e proporzionata, egli cioè non trascura nessuno e non fa preferenze per nessuno”, ha aggiunto padre Gabriele.

Leggi l’intero articolo di Edoardo Tincani su La Libertà del 16 aprile

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