La cura della vita delle famiglie ancor più nel cuore della Chiesa

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Venerdì 8 aprile è stata pubblicata l’Esortazione apostolica post-sinodale di papa Francesco sull’amore nella famiglia, Amoris Lætitia, subito salutata “con grande gioia” dal nostro Vescovo, come si legge nell’editoriale di questa edizione de La Libertà.
Il documento – firmato il 19 marzo e indirizzato “ai vescovi, ai presbiteri e ai diaconi, alle persone consacrate, agli sposi cristiani e a tutti i fedeli laici sull’amore nella famiglia”, conta 260 pagine, con 325 paragrafi articolati in nove capitoli:

capitolo I: Alla luce della Parola;
capitolo II: La realtà e le sfide delle famiglie;
capitolo III: Lo sguardo rivolto a Gesù- la vocazione della famiglia;
capitolo IV: L’amore nel matrimonio;
capitolo V : L’amore che diventa fecondo;
capitolo VI: Alcune prospettive pastorali;
capitolo VII: Rafforzare l’educazione dei figli;
capitolo VIII: Accompagnare, discernere e integrare la fragilità;
capitolo IX: Spiritualità coniugale e familiare.

È un testo che, come suggerisce il vescovo Massimo nel suo comunicato, occorre leggere e meditare lentamente, lontano dagli schemi preconcetti, dalle estrapolazioni a senso unico e dalle contrapposizioni di cui i mass media abbondano. La chiave di lettura ci è offerta dal Papa stesso al numero 7, in cui vengono motivate la “inevitabile estensione” e la varietà dei temi affrontati e degli stili. “Perciò – scrive Francesco – non consiglio una lettura generale affrettata. Potrà essere meglio valorizzata, sia dalle famiglie sia dagli operatori di pastorale familiare, se la approfondiranno pazientemente una parte dopo l’altra, o se vi cercheranno quello di cui avranno bisogno in ogni circostanza concreta. (…) Spero che ognuno, attraverso la lettura, si senta chiamato a prendersi cura con amore della vita delle famiglie”.
Dunque, a seconda dei fruitori, il nuovo documento potrà – vorremmo dire dovrà – essere utilizzato nelle sue varie parti secondo le esigenze del momento da coniugi, intere famiglie, operatori pastorali, consigli presbiterali, consigli pastorali parrocchiali o diocesani.
Bergoglio definisce “un prezioso poliedro” il contributo dato dai padri sinodali nei due anni di cammino del Sinodo sulla famiglia. Proprio le due “Relatio Synodi” del 2014 e del 2015, insieme alle 28 catechesi del mercoledì nel periodo intersinodale (menzionate 50 volte), sono i testi più citati dal Papa, insieme agli interventi dei suoi predecessori – san Giovanni Paolo II, il beato Paolo VI e Benedetto XVI – in testi basilari per la pastorale familiare come la Familiaris consortio e l’Humanae vitae.
Il respiro della cattolicità si riscontra nei contributi di diverse Conferenze episcopali del mondo: Spagna, Corea, Argentina, Messico, Colombia, Cile, Australia, Celam (Consiglio episcopale latinoamericano), Italia, Kenya. Non mancano poi citazioni “ecumeniche”, da Martin Luther King a Dietrich Bonhoeffer, né quelle di personalità significative, tra cui lo psicanalista Erich Fromm, i poeti Jorge Luis Borges e Octavio Paz, i filosofi Antonin Sertillanges e Josef Pieper. Colpisce il riferimento al film “Il pranzo di Babette” (diretto da Gabriel Axel, tratto dall’omonimo racconto di Karen Blixen), per spiegare il concetto di gratuità.

Continua a leggere il testo integrale dell’articolo di Edoardo Tincani su La Libertà del 16 aprile

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Foto di Romano Siciliani

 

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