Welcom, un bando per le nuove povertà

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Un milione di euro per migliorare la qualità della vita sul territorio reggiano progettando servizi innovativi, insieme a tutti gli attori locali: servizi sociali e sanitari, scuole, imprese, banche, terzo settore. Questo in sintesi è Welcom, il progetto che la Fondazione Manodori ha presentato nell’Aula Magna dell’ateneo di Reggio Emilia.

L’iniziativa parte da alcune constatazioni di ordine pratico su problemi che hanno investito la società, non risparmiando la nostra provincia, nel corso degli ultimi vent’anni. Ci sono meno soldi a disposizione delle istituzioni, mentre aumentano i problemi delle famiglie. La difficoltà di arrivare a fine mese coinvolge un 30% persone, coincidenti col nuovo ceto medio impoverito, che non aveva mai avuto a che fare con una situazione simile.

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I dati dell’ultimo rapporto sulla coesione sociale della Camera di Commercio di Reggio Emilia sono al riguardo allarmanti: un quarto della forza lavoro e in condizioni di vulnerabilità, cassaintegrati e disoccupati, e l’indebitamento delle famiglie reggiane è aumentato in modo esponenziale negli anni successivi alla crisi.

Le reti sociali familiari evaporano e diventa più difficile per cittadini e servizi gestire questi problemi. La crisi economica, mescolata alle attese smisurate che la cultura dominante impone alle nostre esistenze, diffonde sentimenti di sfiducia verso le istituzioni, servizi di welfare inclusi.

Si fa strada la consapevolezza che senza uno sforzo congiunto di tutte le energie e le risorse, non solo finanziarie, ma soprattutto umane, non sembra possibile gestire la crescita esponenziale di queste nuove vulnerabilità.

“La Fondazione Manodori – ha detto il presidente, Gianni Borghi – con il progetto Welcom sulla scorta di importanti esperienze allestite da altre fondazioni di origine bancaria nel nostro Paese, ha deciso di muoversi in questa direzione, proponendosi di accompagnare e facilitare una progettazione concertata sui problemi della comunità e sulle modalità per generare le risorse per gestirli. L’obiettivo  è quello di facilitare la convergenza dei diversi attori anziché la loro competizione, al fine di arricchire e migliorare l’offerta di welfare per la popolazione reggiana in una triplice direzione: intercettare nuovi destinatari, generare nuove risorse e mobilitare l’intera comunità per costruire nuovo welfare”.

Romano Sassatelli, coordinatore commissione welfare della Fondazione Manodori ha spiegato : “La prima fase di Welcom (Chiamata di idee aprile-luglio 2016) intende raccogliere spunti per costruire temi e problemi su cui intervenire: un’agenda dell’innovazione e della generatività sociale. Tutti i soggetti, pubblici e privati, profit e no profit, potranno proporre idee su cui operare. La Fondazione Manodori, partendo dagli spunti contenuti nelle idee progettuali presentate, aggregandoli o parzialmente riformulandoli definirà i temi su cui si avvieranno i Laboratori di progettazione che caratterizzeranno la seconda fase di Welcom (gennaio-maggio 2017)”.

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”Qui tutti gli attori – ha proseguito – potranno candidarsi a gruppi di lavoro dedicati alla progettazione di interventi per la comunità reggiana. I laboratori sono percorsi concertativi in cui il gruppo sarà chiamato a definire nel dettaglio il problema su cui intende intervenire tramite un progetto, individuando le modalità di intervento e l’organizzazione necessaria. Ogni laboratorio porterà i partecipanti, assistiti da un facilitatore, a redigere un documento che dovrà contenere un business plan in grado di mostrare la capacità del progetto di autosostenersi, emancipandosi nel tempo dall’eventuale contributo della Fondazione Manodori”.

All’incontro, sono intervenuti don Romano Zanni, delegato episcopale per la povertà, Luca Vecchi, sindaco di Reggio Emilia, Giammaria Manghi, presidente della provincia di Reggio Emilia. Numerose le domane e le sollecitazioni da parte del pubblico presente.

I materiali relativi al bando Welcom e moduli per proporre le idee su cui lavorare sono disponibili sul sito www.fondazionemanodori.it.

INFO 0522.430541

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