«Bail in»? Un’aberrazione giuridica ed economica

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L’economista Marco Vitale alla conferenza promossa dall’Ucid a Reggio

“La causa della debolezza delle banche, non solo italiane, sono i margini troppo bassi, la ricerca di attività speculative, le sofferenze troppo alte e l’eccessiva concentrazione in attività di ingegneria finanziaria. Prepariamoci a turbolenze dagli effetti sempre più forti”. L’economista Marco Vitale, una lunga carriera operativa alle spalle e solide relazioni nel mondo della finanza internazionale, ha tracciato un’analisi lucida e sferzante di fronte al folto pubblico intervenuto nella sede del Banco San Geminiano e San Prospero in città per la conferenza dal titolo “La lotta contro il pensiero economico dominante, il conflitto con il pensiero economico di Papa Francesco e il dovere dei cristiani”, organizzata dalla Sezione reggiana Ucid, Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti. Situazione ulteriormente aggravata, secondo il professor Vitale, dall’applicazione del cosiddetto bail in, la norma votata dall’Unione Europea due anni fa nel silenzio assoluto, che dovrà essere recepita da tutti gli Stati membri, Italia compresa.
“Si tratta di una vera e propria aberrazione giuridica ed economica – ha tuonato Vitale – in base alla quale se una banca rischia il default, i primi a dover provvedere con il proprio denaro sono gli azionisti, seguiti dagli obbligazionisti meno assicurati (le obbligazioni subordinate verranno coinvolte nel pagamento) e dai depositi bancari superiori ai 100mila euro”.
La direttiva, dunque, garantisce solo i depositi inferiori a tale soglia.

Continua a leggere tutto l’articolo di Valeria Braglia su La Libertà del 26 marzo

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