Guai da smartphone-dipendenza

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Due genitori su tre non impongono alcuna restrizione

In Italia l’81 per cento dei tredicenni si collega a internet tutti i giorni. Per il 12% accedere a un social network è la prima attività dopo il risveglio e per il 35% l’ultima prima di addormentarsi (che è comunque più difficoltoso per il “risveglio-eccitazione” dovuto all’uso del “social”).
Sempre più giovani e giovanissimi sono preda di un uso eccessivo e scorretto delle nuove tecnologie (da smartphone a tablet e pc) con conseguenti rischi sul fronte dello sviluppo cognitivo, della salute psichica (sbalzi di umore e tendenza all’isolamento), del comportamento e della salute fisica con problemi ortopedici, di postura, di vista e sovrappeso, quest’ultimo causato dalla sedentarietà.
Ogni giorno otto ore al tablet: “Per i piccoli è una droga”. L’allarme arriva dai cardiologi e medici internisti italiani, fino al 19 marzo scorso riuniti a Napoli per la XIV edizione del Congresso nazionale della Società Italiana di Prevenzione Cardiovascolare (Siprec), presieduta da Bruno Trimarco.
In alcune persone sono riscontrabili gli stessi sintomi di chi abusa di sigarette o alcolici, con crisi di astinenza e euforia. Anche per le donne esiste il “problema”, forse ancor più accentuato perché, è emerso dagli studi, si staccano difficilmente dal computer e cercano risposte per affrontare meglio ansia, depressione, difficoltà sentimentali e diete.

Continua a leggere l’articolo di Gabriele Soliani su La Libertà del 26 marzo

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