Verso la Pasqua con l’umiltà di Pietro

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Cari fratelli e sorelle,
la liturgia della domenica delle Palme è così drammaticamente ricca di avvenimenti e di insegnamenti che ogni parola in più suonerebbe grandemente superflua.
Tutta la potenza del nostro sguardo deve fissarsi sui fatti di quelle ore, aiutata dall’immaginazione e soprattutto dalla preghiera che chiede di potere entrare umilmente in un amore così grande. Questa è infatti la realtà della Passione che è descritta quest’anno nel vangelo di san Luca: un amore incommensurabile, incomprensibile nella sua infinitezza per ciascuno di noi da parte di Dio. Non solo Dio ci ha voluti, ma ha voluto anche che noi partecipassimo della sua vita. Dopo il rifiuto di Adamo, in cui era emblematicamente racchiusa la fragilità della nostra libertà, Dio ha preso infinite volte l’iniziativa per riportarci nel suo seno, come un pastore che cerca le pecore smarrite, come una chioccia che cerca i suoi pulcini, come un amante che cerca la persona che ama. Infine, di fronte a tutte le resistenze dell’uomo, ha voluto mandare suo Figlio.

Continua a leggere l’omelia di monsignor Camisasca nell’editoriale de La Libertà del 26 marzo

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