Salviamo il “Balletto Classico Cosi – Stefanescu”

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Il calore del pubblico, da un lato, le prospettive di lavoro per il futuro dall’altro. “Spettacolo di Balletto” della “Associazione Balletto classico Cosi – Stefanescu” ha visto andare in scena in questi giorni la grande danza, da un lato, e, dall’altro i lunghissimi applausi di un Teatro Ariosto esaurito.

Nel cuore della Reggio dei Teatri, la Compagnia al completo, con 11 persone, ha tributato al pubblico proveniente da più parti della regione tre danze. “In attesa del nuovo tempo”, su musica di Brams è risultata di forte impatto con una coreografia brillante e una particolare difficoltà tecnica. “Alba di Pace” e di Armonia, su musica di Skriabin e “Variazioni sul tema amore” su musica di Liszt sono due brani collegati che, nei loro virtuosismi, hanno “suggerito amore e poesia nell’anima degli spettatori”. Uno spettacolo, con scene, costumi e coreografia di Stefanescu, che, per altro, giunge al termine del percorso di danza con le scuole dei giorni scorsi e che è stato preceduto dalla anteprima mondiale del film documentario sul dietro le quinte “Oltre La Fatica”, di Manuel Fanni Canelles.

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“E’ l’ennesima dimostrazione della qualità e professionalità unica di un panorama di danza nel panorama nazionale. Chi vuole bene alla cultura e all’arte non può far morire un soggetto del genere. Reggio Emilia e l’Italia hanno bisogno di arte e cultura a questo livello qualitativo altissimo – commentano Giorgio Uriti, operatore Fistel Cisl Emilia Centrale e Mirco Pellati, segretario Slc Cgil –. Uno spettacolo che rende orgogliosa Reggio Emilia, che fa il bene delle danza nazionale e che ha visto la presenza di diverse istituzioni regionali”.

Se non si profilerà l’intervento di un investitore, l’“Associazione Balletto classico Cosi – Stefanescu” procederà con i licenziamenti della Compagnia teatrale (dal 1° di aprile) e degli insegnanti e musicisti della Scuola di balletto (da giugno, al termine delle lezioni).

Una situazione che deriva dagli effetti della crisi economica e dei tagli alla cultura. Negli ultimi anni, sbilanci di esercizio che hanno causato un indebitamento tale per cui l’Associazione ha deciso di chiudere e liquidare tutte le pendenze in corso verso lavoratori (25 persone dipendenti), fornitori e fisco. Fistel Cisl Emilia Centrale e Slc Cgil sono in campo per salvare il patrimonio umano e immateriale di una straordinaria realtà reggiana avviatasi nel 1978, (unica scuola di danza classica presente in regione con un “convitto” per ospitare i propri studenti) e di valore internazionale, forte di oltre duemila esibizioni nel mondo.

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