Metalmeccanica ed esportazioni trainano la produzione

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Dopo i positivi segnali registrati in precedenza, ha ripreso decisamente quota e si è consolidato, nel quarto trimestre del 2015, il positivo andamento della produzione manifatturiera reggiana. L’incremento produttivo registrato nell’ultimo scorcio dell’anno scorso ha infatti raggiunto il 2,9%, cancellando così il lieve rallentamento registrato nel periodo luglio-settembre, in cui la crescita si era fermata al +1,1%.

Secondo l’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Reggio Emilia, che ha analizzato l’andamento congiunturale dell’industria manifatturiera, tutti i settori che rappresentano le eccellenze del territorio provinciale hanno contribuito al buon trend osservato nell’ultimo trimestre del 2015.

L’industria metalmeccanica e quella delle materie plastiche, in particolare, hanno registrato incrementi annuali rispettivamente del 4,7% e del 3,6%, seguite dal +2,3% delle “altre industrie manifatturiere”; in crescita dell’1,7%, inoltre, le industrie elettriche ed elettroniche. Più contenuti, ma sempre con il segno più, gli andamenti del settore ceramico (+0,7) e l’alimentare (+0,1%). Unica eccezione osservata è per il tessile-abbigliamento che, rispetto al trimestre ottobre-dicembre 2014, ha rilevato una flessione dell’1,8%.

Al buon andamento dell’industria manifatturiera nel quarto trimestre del 2015  ha sicuramente contribuito in modo decisivo la ripresa della domanda internazionale. In un  anno, infatti, il fatturato è cresciuto complessivamente del 2,2% proprio grazie all’andamento del mercato estero, per il quale si è osservato un incremento dell’1,8% e un traino molto evidente esercitato dall’elevata propensione all’esportazione della metalmeccanica.

Produzioni-metalmeccaniche-reggio-emilia-modena

Nel trimestre in esame questo comparto ha infatti registrato un incremento delle esportazioni del 2,1% dopo la flessione dell’1,9% del trimestre precedente. Sempre in tema di export, sono apparsi comunque in crescita, anche se con andamenti differenziati, tutti i settori dell’economia reggiana, ad esclusione dell’alimentare che, rispetto all’analogo trimestre del 2014, ha perso l’1,8%.

Dopo due trimestri di calo sono poi ritornati in territorio positivo anche gli ordinativi totali d’oltre frontiera, per i quali si registra una crescita dell’1,5%. Oltre all’aumento del 2,8% degli ordini esteri della metalmeccanica, a questo positivo risultato hanno contribuito l’incremento della ceramica (+3,8%), dell’industria delle materie plastiche (+1,9%) e dell’elettrico-elettronica (+0,7%). Sensibile, invece, il calo del tessile-abbigliamento, in flessione dell’8,1%, e, in misure minore, quello del settore alimentare (-1,5%).

“Questa trimestrale – spiega il presidente della Camera di Commercio, Stefano Landi – evidenzia il fatto che non siamo ancora totalmente usciti dalle secche della crisi, soprattutto perché il mercato interno, dopo qualche segnale positivo, ha registrato una nuova flessione degli ordini”.

“Contemporaneamente – prosegue Landi – è invece da valutare molto positivamente quell’andamento delle esportazioni che non si limita agli ordinativi, ma si esprime con dati ancora migliori in termini di fatturato, evidenziando così la competitività delle imprese reggiane e la possibilità di acquisire reddito reale sui mercati internazionali”.

Tornando alla produzione manifatturiera, buone performance sul piano produttivo sono venute, nel periodo ottobre-dicembre 2015, da tutte le dimensioni d’impresa. Gli incrementi rilevati rispetto allo stesso trimestre del 2014 sono stati tutti superiori al 2% e hanno raggiunto il +3,4% nelle aziende di maggiore dimensione (50 dipendenti e oltre) più strutturate e con una più elevata propensione all’export. 

Le previsioni degli imprenditori reggiani sull’andamento della produzione per il trimestre gennaio-marzo del 2016, però, non sono orientate all’ottimismo. Per la prima parte dell’anno in corso, infatti, si ipotizza un incremento produttivo solo per la metalmeccanica, mentre per tutti gli altri settori il saldo tra la percentuale di aziende che prevedono aumenti e quelle che prevedono flessioni si colloca in territorio negativo.

Qualche segnale positivo in più viene dalle previsioni del fatturato: le prospettive di crescita sono ipotizzate, oltre che per la metalmeccanica, anche per la ceramica e per le “altre imprese manifatturiere”.

Buone prospettive, inoltre, per quanto riguarda gli ordinativi, supportati dall’andamento degli ordini dei mercati esteri nei quali normalmente è sempre stata riposta la fiducia delle imprese della provincia di Reggio Emilia.

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