Elemosina, preghiera, digiuno

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La riflessione del Vescovo ai collaboratori degli Uffici

Dipendenti e collaboratori della Curia e degli uffici pastorali erano a Marola, lunedì 7 marzo, per una mattina di ritiro spirituale in preparazione alla Pasqua. È una tradizione nata diversi anni fa in seno alla Caritas diocesana, che in questo anno pastorale si è piacevolmente estesa, permettendo ai vari addetti, abbandonate per qualche ora le consuete faccende e postazioni di lavoro, di fermarsi in ascolto della Parola di Dio. Nonché di conoscersi meglio: a questo scopo ha provveduto in particolare il momento del pranzo, nella squisita ospitalità di don Umberto Iotti e dello staff del Centro di spiritualità e cultura, allorché il silenzio del ritiro è stato interrotto e il Vicario generale monsignor Alberto Nicelli ha condotto un brillante giro di “tavoli” per favorire la familiarità tra le varie realtà che fanno girare gli ingranaggi della macchina pastorale.
L’incontro, nella grande aula del primo piano, è iniziato con la preghiera. Dopodiché il vescovo Massimo Camisasca ha proposto una meditazione quaresimale sul capitolo 6 del vangelo di Matteo (versetti 1-18), un testo catechistico, scritto per essere memorizzato, in cui elemosina, preghiera e digiuno non vanno visti come doveri calati dall’esterno ma come una strada luminosa da percorrere nella prospettiva della Pasqua.
La scelta fondamentale del discepolo, ha detto il pastore commentando l’incipit del brano, è se vivere davanti agli uomini o davanti a Dio. Quest’ultima scelta va compiuta ricordando che Dio è una presenza personale, paterna, libera e amante, nonostante siamo continuamente tentati di cercare altri fondamenti, illusori.

Leggi l’articolo di Edoardo Tincani su La Libertà del 12 marzo

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