Le suggestioni di Jack London in scena al Piccolo Orologio

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La produzione letteraria di Jack London è enorme, e ancor più lo è pensando a quanto poco sia durata la sua vita. La peste Scarlatta, lungo racconto scritto nel 1912, descrive il mondo dopo un apocalisse causata da un virus che ha sterminato la popolazione mondiale e che, nella curiosa coincidenza della sua ambientazione temporale con i nostri giorni e il nostro prossimo futuro, si conferma un contenitore di temi e suggestioni di grande attualità.

Come il cane sono anch’io un animale socievole, in scena al Teatro Piccolo Orologio venerdì 11, sabato 12 marzo alle ore 21 e domenica 13 marzo alle ore 17, e anche il weekend successivo (18-19 marzo ore 21 e 20 marzo ore 17), non sarà un vero e proprio adattamento teatrale del racconto La Peste Scarlatta, ma più un punto di partenza da cui iniziare per coinvolgere il pubblico in un’esperienza partecipata e interattiva. Ricreando attraverso il gioco e la suggestione del teatro alcune delle situazioni di maggiore intensità drammatica immaginate da London, gli attori chiederanno al pubblico di prendere posizione rispetto a dinamiche relazionali, comportamenti, reazioni emotive, scelte strategiche, e saranno pronti a sviluppare l’azione in un senso o in un altro in base alle risposte ricevute, sperimentando circostanze ed esiti diversi di serata in serata.

Nel 1912 Jack London scrive ‘La peste scarlatta’ sperimentando uno dei primi prototipi di narrativa “post-apocalittica”. Ambientata nel 2070, la storia narra le conseguenze devastanti di un’epidemia di proporzioni mondiali che nel 2013 ha sterminato l’umanità, facendo regredire in breve tempo le condizioni di vita dei pochissimi sopravvissuti sul pianeta ad uno stadio semiprimitivo.

Jack-London

Jack London

 

Dopo aver sperimentato la condizione della solitudine assoluta e la paura di essere rimasti soli al mondo, gli scampati che riescono ad incontrarsi si aggregano in piccole tribù ma, essendo  incapaci di servirsi della tecnologia, delle macchine e degli strumenti della precedente “civiltà”, sono costretti a riscoprire come sopravvivere in un mondo in cui la natura ha ripreso con prepotenza il sopravvento sui resti di città e strade ormai abbandonate da decenni. Il protagonista della vicenda è un vecchio professore di storia che cerca di raccontare ai suoi giovani nipoti “neoselvaggi” l’epopea tragica di cui è forse uno degli ultimi testimoni viventi. Ma i ragazzi stentano a seguirlo. Il suo linguaggio colto e ricco di vocaboli suona loro bizzarro e spesso incomprensibile, abituati come sono ad una comunicazione elementare, esclusivamente funzionale alle necessità fondamentali della sopravvivenza quotidiana. Quale sarà allora il destino di questo campione di umanità casualmente sopravvissuta? Sarà per forza condannata a ripercorrere per secoli le tappe e gli sbagli delle generazioni che l‟hanno preceduta e della cui esperienza si è perduta la memoria?

Sul palcoscenico di via Massenet vedremo Luca Cattani, Cecilia Di Donato, Marco Maccieri e Marco Merzi, creatori dello spettacolo insieme ad Emanuele Aldrovandi, Massimo Navone ed Angela Ruozzi.

Il progetto e la regia dello spettacolo, produzione MaMiMò, sono di Massimo Navone, regista stabile della compagnia, che nella sua lunga carriera ha lavorato con artisti come Franco Branciaroli, Sergio Rubini, Fabrizio Bentivoglio, Margherita Bui, Adriana Asti, Cochi Ponzoni, Enzo Iacchetti, Antonio Albanese, Enrico Bertolino, Gene Gnocchi. E’ autore di testi e adattamenti per il teatro, la radio e la televisione, ed è stato Direttore della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi dal 2003 al 2015.

Biglietti: 14€ e 12€.  Per informazioni e prenotazioni: biglietteria@teatropiccolorologio.com, www.mamimo.it, 0522-383178 dal lunedì al venerdì dalle 9:30 alle 13:30 e dalle 14:30 alle 18:30 e nei giorni di spettacolo.

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