Coldiretti: serve una moratoria sui debiti degli allevamenti

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Una moratoria sui debiti degli allevamenti da latte e da carne bovina e suina che stanno affrontano una crisi senza precedenti. È quanto chiede la Coldiretti al Governo nel sottolineare che occorre dare immediatamente una boccata di ossigeno per non fare chiudere le imprese agricole che da troppo tempo sono costrette a lavorare con prezzi di vendita al di sotto dei costi di produzione.

«L’agricoltura reggiana – commentano i vertici della Coldiretti di Reggio Emilia, Vito Amendolara e Assuero Zampini – conta oltre 1.500 allevamenti bovini e suini, vocati alle produzioni Dop più apprezzate nel modo, Parmigiano Reggiano e Prosciutto di Parma. Questi allevamenti da anni ormai lavorano al di sotto dei costi di produzione nonostante la qualità del loro prodotto».

«Il credito a breve termine, sotto i 18 mesi, orami ampiamente proposto dal sistema bancario per la gestione corrente delle aziende risulta gravoso e non ottimale per le aziende zootecniche reggiane principalmente impegnate nella produzione del Parmigiano Reggiano che hanno tempi di rientro più lunghi che impattano solo nel medio lungo termine».

allevamenti

La situazione dei prezzi in campagna sta assumendo toni drammatici per gli allevamenti con le quotazioni per i maiali nazionali destinati ai circuiti a denominazione di origine (Dop) che sono scesi al disotto della linea di 1,20 centesimi al chilo che non copre neanche i costi della razione alimentare. Cosi come i bovini da carne che sono pagati su valori che si riscontravano 20 anni fa, per non parlare del prezzo del latte che con il venir meno degli accordi rischia ora di essere in balia delle inique offerte dell’industria.

«Servono misure nazionali di rapida attuazione con una moratoria su mutui e prestiti agli allevamenti di 24/36 mesi nonché – precisano Amendolara e Zampini – un riposizionamento debitorio dal breve al medio lungo termine ed un impegno straordinario sui fondi di garanzia. Una necessità che – sottolineano dalla Coldiretti reggiana – può accompagnare il position paper che l’Italia presenterà alla Commissione europea che prevede anche l’obbligo di etichettatura di origine per fermare le importazioni dall’estero da spacciare come Made in Italy».

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